Ricostruzione storica, leggenda e realtà resa verosimile in un breve racconto che si legge con partecipazione ed entusiasmo.
domenica 27 febbraio 2011
"La moneta di Akragas" di Andrea Camilleri
"E disse" di Erri De Luca
Aveva condotto fuori dall'Egitto gli ebrei, aveva indicato loro il cammino in mezzo al deserto poi in cima al Sinai l'inspiegabile e dopo giorni, settimane era tornato all'accampamento tra la sua gente, spaurita, timorosa di dover tornare in Egitto, di rinunciare al sogno della terra promessa.
"E' grandiosa la spinta a scalare montagne, cavalcare altezze ma l'impresa maggiore sta nell'essere all'altezza della terra, del compito assegnato di abitarla".
Così la divinità si era manifestata incidendo la roccia "Io.." sta scritto in alto a destra, a seguire lette ad alta voce da Mosè dinanzi alla gente ammutolita, le leggi.. i dieci comandamenti.. parole..
"Ecco le mie parole, l'unico bagaglio da viaggio per le generazioni".
Una posa asciutta, un nitore travolgente per parole che si riscoprono come non mai importanti. Una manciata di pagine che scaldano il cuore e illuminano il cammino.
Così la divinità si era manifestata incidendo la roccia "Io.." sta scritto in alto a destra, a seguire lette ad alta voce da Mosè dinanzi alla gente ammutolita, le leggi.. i dieci comandamenti.. parole..
"Ecco le mie parole, l'unico bagaglio da viaggio per le generazioni".
Una posa asciutta, un nitore travolgente per parole che si riscoprono come non mai importanti. Una manciata di pagine che scaldano il cuore e illuminano il cammino.
sabato 26 febbraio 2011
"Sostiene Pereira" di Antonio Tabucchi
Pereira è un giornalistà di mezza età, vedovo, a cui è stata assegnata la pagina culturale di un nuovo giornale. E' estate e nel paese schiacciato dall'afa si percepisce ormai l'assenza di libertà, di una normalità un tempo preziosa alleata dei giovani pieni di sogni e speranze, le stesse che Pereira aveva coltivato a Coimbra, in compagnia degli amici di università, della stessa moglie. La vita però è trascorsa quasi senza accorgerse, trent'anni ad occuparsi di cronaca nera, poi la morte della moglie, il pensiero a quel figlio mai venuto e il sospetto improvviso sui volti della gente, il bisbigliare impreciso, la polizia, i militari per le strade, il tutto mentre altrove i giovani morivano in nome della libertà. Pereira vi è abituato, crede che la sua sia una posizione di privilegio, si illude di essere fuori dalla mischia perche scrive di letteratura ma non è così e improvvisa, inevitabile la realtà gli si palesa davanti con il giovane Monteiro Rossi e la sua fidanzata Marta. Giovani, idealisti, ribelli sembra pensare Pereira eppure autentiche anime coraggiose, decise a fronteggiare la maschera ocura del potere, della dittatura per vivere il presente, diventar parte della storia. E' l'apparente avventatezza dei giovani a spingere il vecchio Pereira a riflettere sul suo ruolo nella società, sulla sua repsonsabilità come uomo e come giornalista. "..lei è un intellettuale, dica quello che sta succedendo in Europa, esprima il suo libero pensiero, insomma faccia qualcosa (...) basta averne la volontà". Nel corso di un'estate Pereira si riappropria della propria anima, complice l'assurdità della violenza, riscatta la sua ignavia compiendo un gesto di lucida arditezza, scivere e pubblicare beffando la censura un articolo di denuncia del regime: 'Assassinato un giornalista'.
Sostiene Pereira.. è una sorta di difesa al cospetto del tribunale dell'anima, una disarmante denuncia delle responsabilità che ogni uomo in un momento qualsiasi della propria vita è chiamato ad assumere, di più è la denuncia dell'illogicità di vivere in un contesto sociale e politico che priva giorno dopo giorno l'uomo dei diritti essenziali a cui è imprescindibile dire basta, prendere posizione diventa un dovere. Il libro è disarmante e di stretta attualità: "..devo essere libero e informare la gente in maniera corretta".
"..le bozze del suo giornale passano attraverso l'imprimatur della censura preventiva, e se c'è qualcosa che non va stia pur tranquillo che non viene pubblicato, magari lasciano uno spazio bianco, mi è già capitato di vedere i giornali portoghesi con degli ampi spazi bianchi, fanno una gran rabbia e una grande malinconia". Leggere Tabucchi -oltre che regalare piena consapevolezza di cosa significhi usare le parole, e farlo bene- spinge a riempire nella vita come su una pagina scritta.. gli spazi bianchi.
Sostiene Pereira.. è una sorta di difesa al cospetto del tribunale dell'anima, una disarmante denuncia delle responsabilità che ogni uomo in un momento qualsiasi della propria vita è chiamato ad assumere, di più è la denuncia dell'illogicità di vivere in un contesto sociale e politico che priva giorno dopo giorno l'uomo dei diritti essenziali a cui è imprescindibile dire basta, prendere posizione diventa un dovere. Il libro è disarmante e di stretta attualità: "..devo essere libero e informare la gente in maniera corretta".
"..le bozze del suo giornale passano attraverso l'imprimatur della censura preventiva, e se c'è qualcosa che non va stia pur tranquillo che non viene pubblicato, magari lasciano uno spazio bianco, mi è già capitato di vedere i giornali portoghesi con degli ampi spazi bianchi, fanno una gran rabbia e una grande malinconia". Leggere Tabucchi -oltre che regalare piena consapevolezza di cosa significhi usare le parole, e farlo bene- spinge a riempire nella vita come su una pagina scritta.. gli spazi bianchi.
giovedì 24 febbraio 2011
"Omicidio a Road Hill House" di Kate Summerscale
Una casa isolata. Il latrare di un cane in una notte d'estate. Una culla vuota al mattino. Tanti sospetti. le indagini di un investigatore infallibile. l'ansito della gente che chiede giustizia. E una verità che sconvolge l'anima.
Potete trovare qui la recensione completa n.269
http://www.box.net/shared/8mxn0hkpezPotete trovare qui la recensione completa n.269
mercoledì 23 febbraio 2011
"Il discorso del re" regia di Tom Hooper

Una biografia precisa, elegante che restituisce un'immagine veritiera di un periodo della nostra storia contemporanea e di un suo protagonista. Recitazione perfetta da parte dell'intero cast. Su tutti Geoffrey Rush e Colin Firth va da sé. Convincente anche la fotografia.
domenica 20 febbraio 2011
"Rivelazione all'esquilino" di Mariolina Venezia
Un appartamento, due ragazze Rosaria e Delfina diverse tra loro pur nell'accesa differenza di facce e storie che abitano il palazzo e il quartiere appunto. Le loro famiglie le vorrebbero altrove ma testarde al limite della follia le loro vite sembrano ripartire proprio in quel palazzo tra gente di altre nazioni che quasi faticano a capire eppure i loro volti sono sorridenti, i loro bambini allegri, gli odori del loro cibo invitante come la mano tesa che arriva alle due ragazze.. in fondo le differenze siamo noi a vederle, i pregiudizi si superano con la conoscenza e la speranza torna ad abbracciare i cuori.
La mano dell'autrice, peraltro brava sceneggiatrice, si riconosce in ogni parola. Sarà per questo che i personaggi ci restano dentro.
La mano dell'autrice, peraltro brava sceneggiatrice, si riconosce in ogni parola. Sarà per questo che i personaggi ci restano dentro.
"L'aleph" di Jorge Luis Borges
Da leggere e rileggere perché le parole svelano un messaggio diverso ogni volta, riproducendo l'incanto del primo incontro.. questo è quel che accade tenendo tra le mani un libro di Borges. Una serie di racconti più o meno brevi che mescolano filosofia e fantastico aprendo le porte di un altrove immaginario in cui è possibile perdersi e ritrovarsi al tempo stesso.
"Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà d'un solo momento: il momento in cui l'uomo sa sempre chi è".
venerdì 18 febbraio 2011
"Il truffacuori" regia di Pascal Chaumeil

Alex è un bugiardo sfrontato, un abile attore che fida nella straordinaria complicità della sorella e del cognato (figure spassose ed esilaranti) capaci davvero di tutto, insomma inscenare l'impossibile. Frasi ad effetto, paesaggi romantici, lacrimuccia facile e quel 'tu meriti di più' che spalanca la voragine sul 'dubbio'. Pare però non cascarci Juliette prossima al matrimonio, decisa a sbarazzarsi in ogni modo di quella improbabile guardia del corpo -Alex appunto- che il padre le ha messo alle calcagna.. e invece, complice Montecarlo, gli Wham, un pizzico di sfrontatezza e una valanga di romanticherie.. ballo alla Dirty Dancing compreso anche Juliette sembra decisa a mollare tutto eppure.. l'imponderabile travolgerà Alex impedendogli di portare a termine il suo lavoro e al contempo lasciarsi travolgere lui sì per davvero dall'amore sgretolando il suo essere cinico..
Un film davvero carino, divertente, brillante.. due ore spensierate.lunedì 14 febbraio 2011
"Tua" di Claudia Piñeiro
Una famiglia borghese come tante.
Ernesto. Marito tutto casa e lavoro. Ines. Moglie dedita alla cura dei suoi cari. Lali. Figlia adolescente un pò in crisi.
Tutto come sempre.. o quasi. Perchè la famiglia perfetta è solo un fragile cristallo destinato a frantumarsi in mille pezzi al tocco maldestro di qualcuno.. quel qualcuno ha un nome: Tua.
O almeno.. così si firma, così la identifica subito Ines. E' l'altra, è l'amante di Ernesto. Ecco spiegato perchè la sera a letto non la cercava più.. in fondo dopo tanti anni di matrimonio può capitare, non è il caso di farne un dramma. E se il dramma invece accade.. per caso?
Una sera, al lago nel parco Bosques de Palermo. Tua che respinta cade per terra, batte la testa, un incidente e poi.. poi fingere che nulla sia successo o meglio diventare complice, sostenere Ernesto nel momento difficile, credergli persino quando si dice perseguitato dalla donna e tornare a vivere, riappropiarsi del quotidiano, i piatti da preparare, la casa da tenere in ordine, quella figlia che la tiene lontana, che sembra vivere in un mondo suo, che forse la spia.. questa è Ines.
Lali.. il suo segreto.. e quello inaspettato dei genitori, credere lui un traditore per avere un'altra e lei una povera pazza, decisa a sopportare tutto per non perdere l'uomo che non la ama, che forse non l'ha mai amata, che l'ha sposata solo perchè c'era lei..
Ernesto.. la figlia che ormai risponde a monosillabi, la moglie che crede stupida o da rabbonire con l'elemonisa del suo amore e la passione.. Alicia.. Charo.. i fraintendimenti, le gelosie, le vendette.
La normalità in una famiglia qualunque e un attimo dopo.. l'assurdo di un rincorrersi di eventi inquietanti, meccanismi di difesa e attacco da lasciare atterriti.. nulla è mai come sembra.. nessuno è mai davvero quel che si crede di conoscere..
Incalzante.. incredibile.. un groviglio di emozioni e una suspence portata all'estremo in un parossismo psicologico che inchioda il lettore fino all'ultima pagina.
Tutto come sempre.. o quasi. Perchè la famiglia perfetta è solo un fragile cristallo destinato a frantumarsi in mille pezzi al tocco maldestro di qualcuno.. quel qualcuno ha un nome: Tua.
O almeno.. così si firma, così la identifica subito Ines. E' l'altra, è l'amante di Ernesto. Ecco spiegato perchè la sera a letto non la cercava più.. in fondo dopo tanti anni di matrimonio può capitare, non è il caso di farne un dramma. E se il dramma invece accade.. per caso?
Una sera, al lago nel parco Bosques de Palermo. Tua che respinta cade per terra, batte la testa, un incidente e poi.. poi fingere che nulla sia successo o meglio diventare complice, sostenere Ernesto nel momento difficile, credergli persino quando si dice perseguitato dalla donna e tornare a vivere, riappropiarsi del quotidiano, i piatti da preparare, la casa da tenere in ordine, quella figlia che la tiene lontana, che sembra vivere in un mondo suo, che forse la spia.. questa è Ines.
Lali.. il suo segreto.. e quello inaspettato dei genitori, credere lui un traditore per avere un'altra e lei una povera pazza, decisa a sopportare tutto per non perdere l'uomo che non la ama, che forse non l'ha mai amata, che l'ha sposata solo perchè c'era lei..
Ernesto.. la figlia che ormai risponde a monosillabi, la moglie che crede stupida o da rabbonire con l'elemonisa del suo amore e la passione.. Alicia.. Charo.. i fraintendimenti, le gelosie, le vendette.
La normalità in una famiglia qualunque e un attimo dopo.. l'assurdo di un rincorrersi di eventi inquietanti, meccanismi di difesa e attacco da lasciare atterriti.. nulla è mai come sembra.. nessuno è mai davvero quel che si crede di conoscere..
Incalzante.. incredibile.. un groviglio di emozioni e una suspence portata all'estremo in un parossismo psicologico che inchioda il lettore fino all'ultima pagina.
domenica 13 febbraio 2011
"Due storie d'amore" di Laura Mancinelli
La sua storia e quella di Crimilde e Sigfrido sono proposte dalla penna della Mancinelli in una veste tutta nuova, attingendo al mito arcaico, pennellate dai colori freschi dei paesaggi di un medioevo fantastico, ammantati di un'aurea romantica e tragica che pure non cancella il sogno dell'amore perfetto, a cui tutti agognano, pochi realizzano perchè riprendendo le parole di Isotta 'la perfezione non si addice agli esseri umani'.
sabato 12 febbraio 2011
"Odore di chiuso" di Marco Malvaldi
"Sei biblioteche" di Zoran Zivkovic
"Io e te" di Niccolò Ammaniti
Una stupida bugia. Una pazza idea.
Una cantinola buia. Cibo in scatola, fumetti e.. tormento.
Fino a che inaspettato qualcuno bussa alla porta.
Forse la vita stessa..
Breve e intenso racconto di Ammaniti. Partecipe lo sguardo dell'autore sulla fragilità esistenziale dei giovani ma non del tutto convincente. Sembra quasi un puro esercizio di stile.
Una cantinola buia. Cibo in scatola, fumetti e.. tormento.
Fino a che inaspettato qualcuno bussa alla porta.
Forse la vita stessa..
Breve e intenso racconto di Ammaniti. Partecipe lo sguardo dell'autore sulla fragilità esistenziale dei giovani ma non del tutto convincente. Sembra quasi un puro esercizio di stile.
venerdì 11 febbraio 2011
"Cchiú pilu pe' tutti" di Antonio Albanese & Piero Guerrera
Poetiche le sue rime (profetiche, pensando alla stretta attualità): "Soffia il vento in mezzo al mare, spazza nuvole mel cielo, se mi vuoi davvero amare, fai vedere un po' di pelo".
Risate amare come nella recente pellicola di successo 'Qualunquemente' in cui il comico Albanese tratteggia un personaggio diabolico nella sua rozzezza, brutalmente vero. Il libricino si rivela più attento nella lettura di certa parte della nostra società di un saggio di sociologia o politologia. Tanto più che il libro è del 2005 e il personaggio creato dal comico è del 2003. Questo dovrebbe far riflettere.
Merita un plauso l'omaggio alla scena finale di 'Blade Runner' nella versione di Cetto. La trovate a pagg.79/80. Un assaggio? "Ho visto... strade, viadotti e ponti sommergere con le loro geometrie l'inutile verde di monti e pianure.. ho visto bambini prodigio imparare a sparare a sei anni e centrare sempre il bersaglio.. se per un caso che non voglio neanche prendere in considerazione non venissi rieletto, tutto questo andrebbe perso come lacrime nella pioggia, come scoregge nel vento".
Risate amare come nella recente pellicola di successo 'Qualunquemente' in cui il comico Albanese tratteggia un personaggio diabolico nella sua rozzezza, brutalmente vero. Il libricino si rivela più attento nella lettura di certa parte della nostra società di un saggio di sociologia o politologia. Tanto più che il libro è del 2005 e il personaggio creato dal comico è del 2003. Questo dovrebbe far riflettere.
Merita un plauso l'omaggio alla scena finale di 'Blade Runner' nella versione di Cetto. La trovate a pagg.79/80. Un assaggio? "Ho visto... strade, viadotti e ponti sommergere con le loro geometrie l'inutile verde di monti e pianure.. ho visto bambini prodigio imparare a sparare a sei anni e centrare sempre il bersaglio.. se per un caso che non voglio neanche prendere in considerazione non venissi rieletto, tutto questo andrebbe perso come lacrime nella pioggia, come scoregge nel vento".
"Intrigo a Highbury" di Carrie Bebris
giovedì 10 febbraio 2011
"La questione morale" di Roberta De Monticelli
domenica 6 febbraio 2011
"Il libro delle anime" di Glenn Cooper
Narrazione accattivante, scrittura assai semplice, mirata a catturare un pubblico eterogeneo 'Il libro delle anime' fatica però a sorprendere, poco o nulla aggiunge a svelare il mistero sul libro dei morti. Finale frettoloso e raffazzonato.
venerdì 4 febbraio 2011
"Qualunquemente" regia di Giulio Manfredonia

mercoledì 2 febbraio 2011
"La donna che canta" di Denis Villeneuve

Ripeto.. un film ben recitato, ben diretto, ben costruito ma a dirla tutta 'devastante'.
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