Ironico e graffiante come non era da tempo, Camilleri rispolvera la struttura narrativa de 'La concessione del telefono' e l'ambientazione storica del ventennio fascista per articolare una storia particolarissima che arruffiana il lettore dalla prima pagina occhieggiando alla pochezza del regime sospeso tra farsa e tragedia, dall'illustrissimo duce fino al più umile camerata di paese, tutti presi a manipolare quando non a tenere a bada le intemperanze di un 'negro' assai speciale, il nipote del negus etiope, tale Grhane Sollassié Mbassa iscritto alla regia Scuola Mineraria di Vigata, preso però più dalle belle donne, dal gioco e dagli intrighi che dai libri di scuola. In un teatrino spudoratamente comico le avventure di un principe deciso a sconvolgere la tranquillità di un paese, irridere il regime e divertirsi allegramente alle spese degli 'stupidi' italiani.
domenica 28 marzo 2010
sabato 27 marzo 2010
"I libri della fantasia" di Gianni Rodari

giovedì 25 marzo 2010
"Il concerto" di Radu Mihaileanu

domenica 21 marzo 2010
"Solo per desiderio" di Richard Flanagan

"E in quel momento capì che l'amava. Non poteva più disciplinare il suo cuore indisciplinato. E lui, un uomo che aveva trascorso la vita nella convinzione che cedere al desiderio era un atto da selvaggi, si rese conto che il suo desiderio non poteva più essere negato".
Un romanzo, quello di Flanagan, che attinge a personaggi reali -lo è la stessa Mathinna- e che si sforza di indagare la personalità dei protagonisti, su tutti Dickens tormentato dalla famiglia, dalla morte della figlia, dall'insopportabile giogo in cui si è trasformato il suo matrimonio, e che nonostante questo non travolge il lettore. Un libro per lasciare un segno dovrebbe provocare emozioni, dare sfogo alla fantasia, stringere il corpo in una morsa dall'incipt alle ultime parole. Quello di Flanagan invece è e rimane dall'inizio alla fine un romanzo piatto. Scialbo.
sabato 20 marzo 2010
Mine vaganti
"Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre!"

giovedì 18 marzo 2010
Il revisionista

lunedì 15 marzo 2010
Alice in Wonderland

Tutto il film di Tim Burton, ispirato alle opere di Lewis Carrol, può condensarsi in questo pensiero. L'Alice di turno è una ragazza da marito un pò strampalata agli occhi della buona società, ma poco importa, bisogna piazzarla su mercato prima che scada come la vecchia zia che aspetta il principe azzurro. Alice di squinternato ha poco però, certo sin da bambina fa lo stesso sogno.. conigli vestiti con panciotti colorati e roba varia ma non è forse preferibe perdersi nei sogni se la realtà ha il volto di un pingue signorotto di campagna con problemi di digestione con cui si rischia di dividere il resto della propria vita e poi dove si caccerebbero le aspirazioni di una vita, lavorare, viaggiare, rendersi indipendenti in una società in cui le donne ancora sono rilegate in un cantuccio!? Meglio seguire il coniglio e finire in una buca e perdersi per davvero in un mondo che si scopre familiare, un mondo abitato da regine ossessionate dal potere e troppo prese da sé, animali parlanti, e un cappellaio matto che forse proprio matto non è. Il percorso di Alice però anche qui sembra segnato.. benchè proprio l'accettazione di questo destino da compiersi -vincere il nemico (la regina rossa)- sia l'occasione per prendere consapevolezza di sé. Un film che -considerato l'estro del regista- delude un pò tingendosi di fantasy ad uso e consumo del pubblico. Pochi gli effetti speciali, qualche guizzo visivo, musica sparata a palla e sceneggiatura delirante come la 'deliranza' finale del cappellaio matto.. comunque diciamolo pure alla fine.. la voglia di tuffarsi nel 'paese delle meraviglie' c'è..
martedì 9 marzo 2010
L'umiliazione

Scandalosamente spiazzante, una prosa suadente; il buon vecchio Roth colpisce ancora e inchioda con uno sparuto mucchio di pagine il lettore coinvolgendolo nella devastata psiche del suo protagonista.
domenica 7 marzo 2010
Le diaboliche

venerdì 5 marzo 2010
Invictus

Iscriviti a:
Post (Atom)