sabato 9 aprile 2011
"I segreti del Vaticano" di Corrado Augias
mercoledì 6 aprile 2011
"La fine è il mio inizio" regia di Jo Baier
La fine è vicina per Tiziano Terzari, malato di cancro da anni, il giornalista decide di raccontare la sua vita al figlio Folco, i colloqui saranno l'occasione per un nuovo inizio, quello della sua testimonianza sul mondo, quella per il figlio Folco costretto ad una responsabilità delicata, raccontare quelle ultime settimane, lasciare che l'anima vinca sul corpo stanco, perchè se il corpo muore le parole, l'esempio di quel che è stata una vita resta, per sempre. E si può scegliere anche il modo di andarsene, magari con un sorriso, in una sorta di magica eppur complicata pacificazione con la natura che continua maestosamente distaccata ad esistere senza di noi.
Il film racconta un testamento orale di un padre a un figlio, una lezione di vita, un condensato di umana saggezza, di illuminata poesia. Accompagnati dalla musica incantevole di Ludovico Einaudi il regista incede su immagini delicate, private in cui tutto è prono a far risaltare le parole. Magistrale l'interpretazione di Bruno Ganz nelle vesti del sofferente Terzani, equilibrato Elio Germani nei panni di Folco Terzani. Entrambi partecipi del pensiero del giornalista toscano. Su tutto però trionfa la parola, il silenzio, colori sfumati di una natura accesa, e riflessioni che si liberano dalle gabbie della costruzione narrativa tradotta in immagini per arrivare al cuore dello spettatore e lì impattare emozionando.
"La verità è una terra senza sentieri"
Il film racconta un testamento orale di un padre a un figlio, una lezione di vita, un condensato di umana saggezza, di illuminata poesia. Accompagnati dalla musica incantevole di Ludovico Einaudi il regista incede su immagini delicate, private in cui tutto è prono a far risaltare le parole. Magistrale l'interpretazione di Bruno Ganz nelle vesti del sofferente Terzani, equilibrato Elio Germani nei panni di Folco Terzani. Entrambi partecipi del pensiero del giornalista toscano. Su tutto però trionfa la parola, il silenzio, colori sfumati di una natura accesa, e riflessioni che si liberano dalle gabbie della costruzione narrativa tradotta in immagini per arrivare al cuore dello spettatore e lì impattare emozionando.
"La verità è una terra senza sentieri"
domenica 3 aprile 2011
"Il terrazzino dei gerani timidi" di Anna Marchesini
"Essere all'altezza dei sogni; niente altro può fare una vita in alto mare se non seguire la luce orientata dal faro, la cui esistenza è certezza per la speranza di andare avanti in solitaria senza smarrirsi".
Opera prima di una brava artista, 'Il terrazzino dei gerani timidi' è schiacciato da una dolenzìa come la chiama la stessa autrice che affossa il racconto, si percespice ovunque, quasi una foschia gravosa avvolgesse ogni passo della piccola protagonista i cui pensieri paiono eccessivamenti arditi, adulti per appartenerle. La scrittura è poi eccessivamente manierata, si ha l'idea che sia stata cesellata ogni frase, scelta ogni parola, fino a mondarla di naturalità.
"Nemesi" di Philip Roth
Forse è lui l'untore, forse è lui che ha trasmesso il morbo, forse è lui che a dispetto dei suoi nonni non merita di aspirare alla felicità, forse è lui lo strumento di un Dio cattivo che ha permesso la sua tragica infanzia, la sua lotta alla vita, il tentativo di mirare ai sogni per poi ricacciarli indietro, trascinando nel baratro innocenti. Rabbioso verso un Dio ingiusto che ha permesso la morte, la malattia di tanti bambini, che ha portato il dolore in tante famiglie già provate dalla guerra Bucky si lascia vincere da un destino avverso, lui 'una brava persona' si ostina a emendare alla sua colpa, lui sopravvissuto alla malattia, se pur storpio, rinuncia all'ultima possibilità di felicità: lo fa respingendo l'amore della sua donna, lo fa a distanza di tanti anni rifiutando l'amicizia di un suo ex allievo, malato come lui, che ostinatamente cerca di liberarlo dalla sua ossessione: "Non metterti contro te stesso. Nel mondo c'è già abbatsanza crudeltà. Non peggiorare le cose facendo di te un capro espiatorio".
Tutto inutile: "In uno come Bucky il senso di colpa potrebbe sembrare assurdo, ma in realtà è inevitabile. Niente di ciò che fa è all'altezza dell'ideale che nutre dentro di sé. Non sa mai dove finisce la sua responsabilità. Non accetta i propri limiti perchè, gravato da un'austera bontà naturale che gli impedisce di rassegnarsi alle sofferenze degli altri, non riconoscerà mai di avere dei limiti senza sentirsene in colpa".
Ancora una volta Roth regala un grande romanzo ai suoi lettori, un maestro nell'evocazione di tempi, spazi, luoghi. Un capace creatore di personaggi che restano dentro. Una scrittura vibrante, potente, pregna di significato eppure a tratit meravigliosamente poetica, romantica, illusorea. Pare quasi magico il momento in cui Marcia canta al suo uomo per astrarlo dal dolore, da quel senso di colpa che si sta facendo strada nel cuore e che rischia già di rubarlo al mondo. E canta non una canzone qualsiasi ma 'I'll be seeing you' di Irving Kahal.. di per sé un testo dolorosamente emozionante.
sabato 2 aprile 2011
"Ternitti" di Mario Desiati
L'epopea quotidiana di una donna del sud, dall'ultimo lembo di terra pugliese abbacinato di sole e scosso di vento al freddo plumbeo della Svizzera, un personaggio tenace e misterioso.
"Mimì non era donna da essere amata dai poeti. Era troppo umana e troppo reale per essere trasfigurata da qualche scribacchino. Non era donna che poteva consegnarsi a qualche verso. A volte nulla per una donna è più offensivo di una poesia".
Un romanzo quello di Mario Desiati che racconta una pagina dolorosa e in parte rimossa della storia recente dell'emigrazione del sud Italia, di più la 'tragedia del lavoro che nutre e uccide', e dei vuoti d'affetto lasciati dalla scomparsa di padri, mariti, fratelli risucchiati dalla malattia: ferite spesso mai risanate.
Una scrittura vibrante, lucida, a tratti evocativa, a tratti fantasmagorica persino naturalistica tanto sono accesse alcune descrizioni di luoghi, odori, tradizioni di paese, inframezzate da frasi in dialetto, che attraggono inevitabili i ricordi d'infanzia comuni a tutti. Un patrimonio condiviso di emozioni e sentimenti cui l'autore saccheggia. Un romanzo, per le tematiche trattate, che sfiora una ricercata maturità nella narrazione salvo infrangersi in un personaggio quale quello di Mimì che risucchia tutto e tutti, stringendo in una morsa il lettore deciso a scoprire quel che il suo cuore indomito di donna cela.
"..perchè anche a vivere annegati nel silenzio e sul mare ci vuole passione e ci vuole coraggio".
"Mimì non era donna da essere amata dai poeti. Era troppo umana e troppo reale per essere trasfigurata da qualche scribacchino. Non era donna che poteva consegnarsi a qualche verso. A volte nulla per una donna è più offensivo di una poesia".
Un romanzo quello di Mario Desiati che racconta una pagina dolorosa e in parte rimossa della storia recente dell'emigrazione del sud Italia, di più la 'tragedia del lavoro che nutre e uccide', e dei vuoti d'affetto lasciati dalla scomparsa di padri, mariti, fratelli risucchiati dalla malattia: ferite spesso mai risanate.
Una scrittura vibrante, lucida, a tratti evocativa, a tratti fantasmagorica persino naturalistica tanto sono accesse alcune descrizioni di luoghi, odori, tradizioni di paese, inframezzate da frasi in dialetto, che attraggono inevitabili i ricordi d'infanzia comuni a tutti. Un patrimonio condiviso di emozioni e sentimenti cui l'autore saccheggia. Un romanzo, per le tematiche trattate, che sfiora una ricercata maturità nella narrazione salvo infrangersi in un personaggio quale quello di Mimì che risucchia tutto e tutti, stringendo in una morsa il lettore deciso a scoprire quel che il suo cuore indomito di donna cela.
"..perchè anche a vivere annegati nel silenzio e sul mare ci vuole passione e ci vuole coraggio".
venerdì 1 aprile 2011
"Odio gli indifferenti" di Antonio Gramsci
Una raccolta di scritti brevi di Antonio Gramsci di drammatica attualità (il peso della burocrazia, politici inetti, economia allo sbando, i professionisti della guerra) che ispirano se non a prendere 'posizione' quanto meno a riflettere..
"Illusionisti, quei politicanti i quali, fingono di ignorare quel che sanno e di sapere quel che ignorano".
"Senso comune" di Carlo Flamigni
Un piccolo giallo illuminante.. che molto deve alla scrittura semplice ma riflessiva dell'autore.
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