martedì 12 maggio 2020

"Il vento attraversa le nostre anime" di Lorenza Foschini

"Due ragazzi di appena vent'anni che non immaginano come, in questa sera di primavera, sia nato qualcosa che riempirà per sempre le loro vite".
Marcel Proust e Reynaldo Hahn. 
È il 1894 quando i due giovani si conoscono. Frequentano i salotti alla moda a Parigi. Reynaldo è un giovane musicista che ha già conosciuto il successo, Marcel è in cerca della sua strada ma agli occhi dell'amico è già il genio talentuoso che scriverà uno dei capolavori della letteratura, 'Alla ricerca del tempo perduto'. 
Si conoscono ed è la stagione dell'amore, della passione. Tutti i sentimenti abitano i loro cuori, dalla gioia all'amarezza, dalla gelosia alla malinconia.
Il loro legame diventerà qualcosa di unico, assoluto, definito. La passione lascerà il passo ad una presenza illuminata, illuminante.
Ci saranno altri amori, il lavoro, le amicizie, i viaggi, la guerra, il Novecento che scalpita, i riconoscimenti, difficoltà economiche, delusioni, il sorriso degli ammiratori, ma sempre a modo loro saranno presenti l'uno nella vita dell'altro. 
Per troppo tempo la storia d'amore tra Marcel Proust e Reynaldo Hahn è stata nascosta, censurata, Lorenza Foschini ne ricostruisce la straordinaria passione cesellando le parole, cercandole nel carteggio tra i due. 
Un lavoro attento, rocambolesco che rivela una storia di struggente tenerezza. 

sabato 9 maggio 2020

"La Piccola Farmacia Letteraria" di Elena Molini

Blu Rocchini ama i libri.
Da sempre.
Ha lavorato presso una piccola case editrice, e in una grande libreria.
Entrambe le esperienze le hanno lasciato l'amaro in bocca, ma non hanno smorzato il alcun modo il desiderio di realizzare il suo sogno: aprire una piccola libreria indipendente, 'Novecento'.
Il progetto però non sembra decollare, anzi.
La libreria, in perdita già dopo pochi mesi dall'apertura, è sul punto di chiudere.
L'inverno sembra duro e Blu proprio non lo ama, perché foriero di cattive notizie: deve infatti lasciare l'appartamento che da alcuni anni divide con un gruppo di amiche.
Trentenni, con la vita sentimentale in bilico, lavori precari ma sorrisi contagiosi e tanti sogni nel cassetto.
Un gruppo formidabile che si rivela decisivo quando Blu, complice un incontro inatteso, trasforma la libreria in una piccola farmacia, perché i libri parlano al cuore dei lettori e possono curare i malesseri dell'anima.
"Leggere è visto come una simulazione del reale [...] è provato che la lettura di libri stimola la sfera cognitiva e affettiva di un individuo".
Così fidando nell'istinto e nell'incoscienza Blu trasforma la sua piccola libreria, dotando ogni libro di un piccolo bugiardino con tanto di indicazioni terapeutiche, effetti collaterali, dosi, modi e tempi di somministrazione. E l'idea si rivela vincente al punto da travolgere Blu. Interviste radiofoniche e tv, articoli su quotidiani nazionali e internazionali e persino la proposta irrinunciabile di una casa editrice: scrivere un libro.
Impensabile.
Eppure "succede nella vita di sentirsi perduti. Sentire che ci siamo frantumati in mille pezzi, girarci intorno e non sapere da che parte raccoglierli. Tentiamo di ricostruire quello che si è rotto per farlo tornare il più possibile simile a com'era prima. Ma quei pezzi non riusciamo più a metterli insieme. Non combaciano in nessun modo. E non lo fanno perché in realtà non sono i nostri".
Basta poco a sgretolare la felicità e quando tutto il meritato successo arriva per Blu, sembra travolgerla e passare in secondo piano quando c'è da aiutare un'amica cara, ritrovare l'amore senza nome di una sera, e forse la sua stessa tranquillità.
Perché realtà e fantasia si mescolano come nella trama di un romanzo.
E il romanzo che le avevano chiesto di scrivere, Blu in realtà lo sta già vivendo, senza saperlo, e ha dell'incredibile. 
"Sei circondata da persone che ti amano per quello che sei e non perché devi dimostrare qualcosa".

Elena Molini mette a frutto tutta la sua esperienza di libraria per raccontare la sua storia e al tempo stesso una storia universale: di amicizia, amore, di indipendenza personale.
La lotta spesso è con i demoni interiori più che con gli ostacoli della vita. Le paure fanno breccia e squarciano il velo delle nostre sicurezze, abbattono i muri degli affetti e combattono le nostre passioni, per questo bisogna ricordare che "i mostri si sconfiggono sai? Anche se sei spaventata. Ma loro ti possono far male solo se hai paura e se sei sola. se li guardi in faccia e fai vedere che non li temi non ti possono fare niente. e se hai degli amici non puoi sentirti sola".
Un romanzo che cura l'anima e allieta il cuore.
Una dichiarazione d'amore per i libri e il potere delle parole.

venerdì 1 maggio 2020

"Il pappagallo di Flaubert" di Julian Barnes

"Imparò che la vita non è scegliere tra un'implacabile scalata al trono o l'indecorosa discesa in un porcile; che esistono re maiali e porci regali; che il re può invidiare il maiale; e che le possibilità della non-vita muteranno sempre, dolorosamente, per adattarsi agli specifici ostacoli della vita vissuta".
Geoffrey Braithwaite è un medico in pensione. Rimasto da poco vedovo, viaggia in Francia nei luoghi che furono testimoni della vita e delle opere di Flaubert.
Eppure il viaggio in sé con l'improbabile missione di accreditare il museo che conserva l'unico e vero pappagallo che aveva ispirato una delle opere dello scrittore si rivela l'inattesa battaglia interiore per elaborare il lutto della morte della moglie. L'amava, non l'amava? Era stato felice, infelice? Lei lo aveva tradito, e dunque? Aveva intaccato la serenità della sua famiglia, della sua vita? Si, no, forse.
Era capitato così anche nella vita di Flaubert di cui si scopre a scrivere quasi una biografia, intrecciando, vita, legami, affetti, opere. 
Aveva amato Flaubert? Era stato ironico? Protetto all'inverosimile dalla sua famiglia, dalla sua mamma? Grottesco? Invidioso? Tedioso? Nostalgico? Parossistico in certi suoi modi? Ansioso? Aveva immaginato per sé mille mestieri, mille viaggi, mille vite salvo viverne una, abitare gli stessi luoghi, viaggiare meno di quanto avrebbe potuto?
Tutto e l'incontrario di tutto.
Vero e verosimile?
Come il pappagallo impagliato. Scelto tra tanti. Per creare un'illusione. Supportare la storia, il mito di Flaubert e delle sue storie che avevano indagato l'animo umano, come il dottor Braithwaite aveva fatto con la sua vita e il suo matrimonio. 

Un romanzo che nasconde una prodigiosa, accurata, straordinaria, biografia di Flaubert. Parole e personaggi delle sue opere prendono vita e si fanno racconto, in un intreccio di narrazioni che fagocitano il lettore.
"Ho fatto con te quel che avevo già fatto con le persone a me più care: ho mostrato loro il fondo del sacco e la polvere acre che se ne è levata li ha mezzo soffocati". 

giovedì 23 aprile 2020

"La donna dal taccuino rosso" di Antoine Laurain


"Si può provare nostalgia per qualcosa che non è accaduto? Ciò che chiamiamo rimpianti e che riguarda le sequenze delle nostre vite in cui abbiamo la quasi certezza di non aver preso la decisione giusta comporterebbe una variante più singolare, che ci avvilupperebbe in un'ebbrezza dolce e misteriosa: la nostalgia del possibile".
Possibile.
Come... trovare per strada una borsa da donna. Cercare negli oggetti che vi contiene un indizio per riconsegnarla alla legittima proprietaria. Uno specchietto, un profumo, fotografie, sassolini, dadi da gioco, un mazzo di chiavi, la ricevuta di una lavanderia e un taccuino rosso, frasi che raccontano una donna, elenchi di 'mi piace', 'ho paura'. Segni, elementi, il racconto di una vita.
Possibile per Laurent lasciarsi intrigare da una identità da scoprire. E non solo, piano piano, innamorarsi. Un libro di Modiano, primo indizio. Un ciondolo con caratteri egizi, la chiave per accedere al suo nome e irrompere nella vita di.. Laure Valadier.
E saperla in un letto d'ospedale, in procinto di risvegliarsi dal coma, dopo un'aggressione per il furto della sua borsa.
Scambiato per il suo compagno, Laurent, entra nella casa di Laure per prendersi cura del suo gatto, Belfagor. Per tre sere abiterà i suoi spazi, i suoi oggetti, i libri e la sua anima. E a suo modo riempirà la solitudine della donna, credendo di essersi spinto oltre, rubandone l'intimità, la fiducia.
Laure saprà di Laurent al suo rientro a casa, la borsa con tutti i suoi oggetti sul letto della camera da letto, il vestito ritirato dalla lavanderia, e una lettera di scuse per aver forzato il gesto cortese di un civile cittadino al punto da aver lasciato che qualcuno gli aprisse la sua casa.
Così come era capitato a Laurent, Laure si lascia coinvolgere dal desiderio di cercare l'uomo misterioso che non solo le aveva riconsegnato la borsa e i pochi oggetti che la riconciliavano con il suo passato, la famiglia, le emozioni più care ma la spingeva ad avere ancora fiducia nel prossimo, e nella possibilità che la vita potesse regalarle qualcosa di bello.
Possibile.
Che da un gesto di dolore e violenza possa sbocciare la voglia di ricominciare.
Possibile. Passare accanto a qualcosa di importante e riconoscere il momento esatto in cui sta per allontanarsi.
Possibile che l'ostinata sfrontatezza di un'adolescente forzi la mano al destino.
Possibile, un uomo e una donna si cercano senza saperlo, si trovano. 
Una doratrice che annota frasi su un taccuino rosso.
Un uomo che ha mollato tutto per aprire una libreria: le Cahier Rouge.
Nomi, colori, coincidenze, possibile.
L'amore.. possibile.


Una storia romantica impastata di citazioni, libri, gatti, profumi, angoli parigini, amici, ragazzine determinate, cuori in attesa, dolori sospesi, scrittori complici. 
Laure, Laurent, parole. 
"I loro occhi si erano incontrati per quella frazione di secondo in cui un uomo e una donna che non si conoscono fanno sapere l'uno all'altro che la notte non è ancora finita".

mercoledì 22 aprile 2020

"L'erba delle notti" di Patrick Modiano


"Allora nella mente tutto si confonde: passato, presente, futuro come per un fenomeno di sovraimpressione".
Jean ha un taccuino nero. È la sua ancora per tenere saldi i ricordi. Confonde presente, passato. Secoli. Realtà, fantasia. E a poco serve il mestiere di scrittore. La memoria falla. 
Da ragazzo, su quel taccuino, annotava nomi: di strade, di negozi, di persone che conosceva, anche per caso. Incrociava storie di personaggi storici, poesie, alle parole delle persone comuni.
Tra queste, Dannie. Una ragazza, la sua ragazza, comparsa dal nulla, scomparsa nel nulla.
Di mezzo Parigi, un gruppo di uomini misteriosi, in apparenza studenti marocchini, contatti di Dannie all'università, loschi, di certo sospetti alla polizia che di li a breve chiederà conto a Jean di quelle frequentazioni.
Perché Dannie sembra appartenere a un non luogo. Identità diverse, silenzi, omissioni, appartamenti lasciati nella notte, chiavi di una villa di campagna. Libri recuperati furtivamente. Sempre tesa, lo sguardo che vaga, eppure un sorriso che quando fa breccia nel silenzio ripiana il cuore dall'orrore commesso.
Forse.
Ma qual è la verità su quei giorni lontani a Parigi? 
Jean.. "hai vissuto un breve periodo della tua vita in strane circostanze, in mezzo a persone altrettanto strane. E solo molto dopo puoi capire finalmente ciò che hai vissuto e chi erano davvero le persone attorno a te". 
Forse... "bisogna sempre accettare le persone che amiamo così come sono, e soprattutto non chiedere loro spiegazioni". 
Jean, Dannie, le passeggiate lungo la Senna, l'attesa della vita tra le dita che si sfiorano nel cuore della notte.


domenica 19 aprile 2020

"Il posto dei miracoli" di Grace McCleen

"In principio c'era una stanza vuota, un po' di spazio, un po' di luce, un po' di tempo".
Judith McPherson ha dieci anni. Nella sua cameretta ha creato dai piccoli rifiuti un mondo tutto suo, il posto dei miracoli, perché lì tutto può accadere.
Credere che Neil Lewis a scuola non la prenderà più di mira, che i giorni non siano più tutti uguali tra divieti, preghiere ed adunanze, e che suo padre le voglia bene.
Perché così non è.
Perché appartenere ad una setta millenarista che predica la fine del mondo la lascia additare da tutti nella cittadina di provincia che abita. Il padre sembra un automa, segue la legge della sua religione dimenticando ogni altra cosa, la principale: dimostrarle affetto.
E Judith inizia a desiderare che qualcosa cambi, trova un modo tutto suo per manifestare il malessere che la attraversa, immagina di parlare con Dio, di evocarlo. E nel suo piccolo mondo di oggetti e persone, le cose capitano davvero e sembra che i miracoli riescano a Judith, ma attenti a desiderare le cose perché non sempre le cose in apparenza buone lo sono davvero.
E la guerra che all'improvviso si scatena intorno a Judith - le aggressioni alla sua abitazione, al padre, la fabbrica chiusa, il quartiere in rivolta - è nulla a fronte della battaglia che le agita il cuore.
Judith è solo una bambina ma combatte la solitudine, il suo sentirsi inadeguata, dimenticata, con la forza dell'immaginazione, con l'ostinata follia dei visionari.
Salvare il mondo per salvare sé stessa e scoprire una verità che ha sempre avuto davanti agli occhi: l'amore di suo padre.
Lo stesso amore che l'uomo aveva per la giovane moglie persa per quella religione per cui aveva rinunciato a tutto, famiglia, lavoro, benessere.
E che rischia di portar via la stessa Judith.
Se non fosse che il bene che alberga in lei, che rivolge al padre per cui è pronta a tutto, irrompe e crea il vero miracolo, perché "non c'è bisogno di credere nei miracoli perché ne succeda uno, ma quando succede ve ne accorgete perché qualcosa di molto normale che non pensavate contasse un granché alla fine ha contato tantissimo".

'Il posto dei miracoli' è un romanzo di dolente bellezza. È il grido di dolore di una bambina che chiede affetto, attenzioni e normalità. È la storia di un uomo solo. È il ritratto dell'America provinciale che guarda con sospetto il diverso. È il racconto delle identità religiose estreme che annullano le personalità. 
È su tutto un racconto di piccoli e grandi personaggi, dalla vicina di casa tanto premurosa quanto stramba alla signora Pierce, l'insegnante che avverte le difficoltà della piccola Judith e la aiuta.
La McCleen scrive una storia che parla a tutti, perché tutti hanno conosciuto una forma di dolore, un sopruso, un'ingiustizia, una perdita reagendo con gli strumenti che gli sono propri: un amico immaginario, le parole di una persona cara, il supporto di un medico, la volontà di reagire che è dentro di noi, la fede. Eppure arriva al cuore solo perché c'è la piccola Judith, uno scricciolo di bambina capace di amare con il suo personalissimo posto dei miracoli e i suoi straordinari ragionamenti "la gente non crede nelle cose perché ha paura, credere in una cosa significa potersi sbagliare e se ti sbagli puoi farti male". 

giovedì 16 aprile 2020

"La ragazza con la macchina da scrivere" di Desy Icardi

"La nostra mente non è fatta per percepire la felicità nel presente, quanto piuttosto per riconoscerla molti anni più tardi attraverso il filtro del tempo e dei ricordi".
Dalia Buonaventura ha diciassette anni nella primavera del 1940.
Nel piccolo centro di provincia dove vive, tutti si conoscono, e riveriscono suo padre, un industriale in rovina, che vive nel passato che fu, scosso dall'amore perduto per la moglie che l'ha lasciato il giorno stesso in cui è svanita la ricchezza di famiglia.
Così Dalia, smessi i panni di ereditiera, accantonati gli studi, conseguito a tredici anni il diploma da dattilografa, ha cominciato a lavorare.
Con la sua Olivetti MP1 rosso fiammante traduce in lettere dattiloscritte, i lavori del Ragionier Borio, suo principale, e le strambe richieste di mezzo paese.
Non può pertanto rifiutare la proposta di assistere Nuto Cerri, romanziere e giornalista, eroe della prima guerra mondiale ed espressione artistica della gloria fascista, nel redigere la sua ultima fatica letteraria.
Ospite della villa dei Buonaventura, ultimo baluardo della magnificenza che fu, affittata per la stagione estiva, Nuto Cerri appare agli occhi della giovane Dalia quasi il protagonista del romanzo d'amore che ogni donna sogna leggendo i suoi scritti.
Nonostante i miti consigli del ragionier Borio, l'avversità paterna e i presentimenti dell'amica d'infanzia Ester, Dalia si lascerà vincere giorno dopo giorno dal fascino misterioso di Cerri, accettando la sua proposta di matrimonio.
Torino, l'Italia in guerra, i primi bombardamenti.
Tutto d'improvviso sembra irrompere troppo presto nella vita della giovane sposa rivelando altresì il lato oscuro del marito.
Il sogno è pronto a crollare, e la realtà ad impattare feroce.
Sola nella grande città, il marito scomparso nel nulla, riapparso di lì a breve con le sue lettere dal fronte, Dalia trova conforto nell'amico di sempre, Gianni e nell'aiuto dell'avvocato Ferro.
I giorni corrono veloci e terribili.

Ma era poi così che era andata la sua vita? O era il frutto di uno dei racconti che Dalia amava condividere con i clienti nel suo negozio di antiquariato descrivendo un oggetto.
"La venditrice di ricordi". Era così che si chiamava il suo negozio.
Eppure le era diventato quasi estraneo. Dopo quello che la fidata governante chiamava 'il suo piccolo incidente'.
Un ictus.
E si era persa. In un altro mondo, con i ricordi confusi, l'anellino di una tenda che le capitava fra le mani, nei cassetti. Un oggetto estraneo. O no?
Il desiderio al suo rientro a casa, di riaversi da quel black out forzato.
La macchina da scrivere che conservava indelebile su un foglio di carta infilato, la parola 'fine'.
La fine di cosa? Della storia, della sua storia.
E allora ricordare era stato necessario al punto che le sue mani veloci avevano ripreso a ticchettare sulla macchina da scrivere, per raccontare di lei, della sua giovinezza, di lei, Gianni ed Ester che rappresentavano le storie di Salgari, con lei stufa nel ruolo della Perla di Labuan. Lei che voleva essere padrona del suo destino, protagonista. Lei che innocente aveva creduto all'amore, forse come via d'uscita dalla prigione di tristezza e divieti in cui la costringeva il padre, lei che con l'amore aveva desiderato emanciparsi salvo trovarsi invischiata in una vita strampalata al fianco di un uomo che aveva smesso i panni di eroe per vestire quelli di militare saccente.
Ritrovare Gianni era stato come credere di poter tornare ad amare ma non ne aveva diritto, era una donna sposata, vincolata ad una promessa fatta con troppa leggerezza, e la disillusione di perdere l'amore era stata meno dolente dell'idea di dover rinunciare all'amico di sempre, perché non poteva tenere stretto Gianni a sé.
Vivere, giorno dopo giorno.
Questo aveva fatto Delia. Lo aveva fatto in tempo di guerra.
Lo aveva fatto ogni giorno della sua vita, lavorando con la sua macchina da scrivere e poi sognando, libera, fino a lasciare che per lei parlassero le emozioni ispirate dagli oggetti del suo negozio di anticaglie.
Vivere, a dispetto dell'ombra della donna che era stata, prima del suo malessere, e che sembrava parlarle ancora.
Per dare un senso al racconto della sua vita, a quel piccolo anello di tenda che stringe sempre a sé, che la riporta ad una promessa tra ragazzi.
E a parole, impresse sulla copia carbone nella Olivetti, che tornano ad avere un senso.
Per riportarle a settant'anni, l'amore perduto, e la speranza.


La scrittura di Desy Icardi è ammaliante. Mette insieme più generi, occhieggia furbescamente alla Invernizio, alla Liala, ai romanzieri d'appendice e condisce una storia perfetta dove non manca nulla: amore, mistero, amicizie, sospetti, tradimenti, sogni infranti, impedimenti, lutti, grandi speranze.
La Icardi crea un personaggio che conquista senza difetto il cuore dei lettori: Dalia, da povera innocente a donna decisa di riprendere in mano la sua vita e farne qualcosa di buono.
In più come già nella sua opera precedente, "L'annusatrice dei libri", è sconfinato l'amore per i libri dell'autrice, piena di citazioni, e di un personaggio come l'avvocato Ferro che ogni lettore vorrebbe poter conoscere, non foss'altro che per attingere alla sua sconfinata biblioteca.

Un libro assolutamente adorabile.