domenica 15 settembre 2013

"Attraverso il tuo corpo" di Alberto Bevilacqua


'Erano partiti con l’idea di darsi reciprocamente una lezione, poi se l’erano data insieme, la più semplice lezione della vita’
Spotorno, riviera ligure, uno scrittore rintraccia l’uomo che a detta della critica letteraria viene considerato ‘il più famoso e misterioso amante del secolo’, è Angelo Ravagli l’ispiratore de ‘L’amante di Lady Chatterley’ di D. H. Lawrence. I due uomini rievocano una storia che Ravagli aveva in parte volutamente relegato al passato stanco delle banalizzazioni e forzature dei tanti postulanti. Il racconto che segue alle confidenze fra i due è il romanzo di una stagione d’amore e di un ritorno alla vita.
 
La recensione completa qui:
https://app.box.com/s/ief78owab0b24iug65up

domenica 8 settembre 2013

"Ragazze di campagna" di Edna O'Brien


"Piangi e piangerai da solo".
Caithleen ha solo quattordici anni quando resta orfana dell'amata madre. Nel piccolo paese irlandese in cui vive tutti sembrano tristi per lei, persino l'odiata e amata amica di sempre Baba, con le sue smorfie, il fare altezzoso e sprezzante di chi può avere tutto pur sapendo di non aver davvero nulla, se non la meschineria di inutile invidia e gratuita cattiveria. Del resto Caithleen è cresciuta vedendo il padre alcolizzato sperperare la fortuna di famiglia e sua madre soffrire e spegnersi per le violenze sempre taciute, eppure non ha mai lesinato sorrisi, impegno nello studio, attenzione al prossimo. Ma non deve piangere, come le ripeteva sua madre, se mai fuggire dal paesino per afferrare la libertà, e la libertà dopo anni in un collegio di suore ha il volto della ribellione dell'adolescenza, ha il volto del primo amore proibito, del lavoro in città, delle notti a bere e far chiacchiere con Baba, dell'irruenza della passione e di sentimenti sconosciuti. Da brava ragazza Caithleen veste i panni di enfant terrible ma è solo forma esteriore, il cuore è quello di una ragazza innocente che chiede solo un poco di felicità: "È l'unico momento in cui sono contenta di essere donna, quell'ora della sera in cui tiro le tende, mi spoglio dei soliti vestiti e mi preparo per uscire. L'eccitazione cresce, minuto per minuto. Mi spazzolo i capelli alla luce della lampada e hanno i colori delle foglie d'autunno sotto il sole. Metto un po' di ombretto scuro sulle palpebre e mi stupisco dell'aria misteriosa che dona ai miei occhi. Non mi piace essere una donna: vanitosa, frivola, superficiale. Basta dire a una donna che sei innamorato di lei e quella ti chiederà di metterlo nero su bianco, per farlo vedere alle amiche. Ma a quell'ora della sera mi sento sempre felice. Provo tenerezza per il mondo intero"
Ma piangerà Caithleen, piangerà ancora per le prime disillusioni d'amore, perché forse diventare adulti non è così semplice e la tenerezza della sera si mischia alla malinconia per il paese lontano, le persone che ci hanno voluto bene e il futuro incerto, ma non si torna indietro, la sfida di una ragazzina nell'Irlanda degli anni '50 è con se stessa prima che con la società spesso bigotta e chiusa: crescere e.. desiderare. Desiderare ardentemente la vita.
Primo libro di una trilogia, "Ragazze di campagna" scandalizzò la cattolicissima Irlanda nel 1960; cronaca disarmante dei bisogni delle nuove generazioni, mondate da pudori e pregiudizi. Scrittura limpida e dirompente per la O'Brien che ricevette il plauso della critica e il riscontro del pubblico. A distanza di cinquant'anni si legge con piacere e rinnovato interesse.

venerdì 30 agosto 2013

"Inferno" di Dan Brown

"Ricorda questa sera perchè sarà l'inizio dell'eternità"
Così, parafrasando Dante, Robert Langton, esimio studioso di simbologia, saluta la bella e spaurita Sienna Brooks. Insieme hanno appena trascorso una manciata di ore, sfidando in un'impietosa lotta contro il tempo, un folle deciso a sterminare parte dell'umanità con la peste del XXI secolo: un virus ad alto potenziale di trasmissione. A fare da filo conduttore nel periglioso viaggio verso la verità, le terzine dell'Inferno della Divina Commedia, piccoli indizi per attraversare la città di Firenze pei luoghi di maggior bellezza, gli occhi puntati in alto a rimirar tele quando non le amate stelle dantesche, scrutare nella tenebrosa maschera funebre del sommo poeta che cela quel che umano ignora, perdersi per labirinti di vie, passaggi segreti, botole e quant'altro per aver salva la vita che tanti, troppi attentano vilmente. E sulle orme di Dante andar nella bella Venezia, abbagliati dalla lucentezza scaltra di San Marco che rivela l'inganno e pone l'esperto professore dinanzi al dilemma se chi ha accanto non sia parte stessa della cospirazione. Dovrà volare ad Istanbul, visitare Santa Sofia e calarsi nelle viscire della terra per rispondere all'inquietante domanda all'origine di quell'incredibile storia: "uccideresti metà della popolazione per salvare la nostra specie dall'estinzione?"

Avventurosa e adrenalica la narrazione di Dan Brown, trascinante, debordante fino all'eccesso. Ma deve bastare questo al lettore. Un brogliaccio che tiene col fiato sospeso, peccato per l'improbabilità degli accadimenti, per le inesattezze su Dante, per le descrizioni grottesche e per la scrittura che si trastulla con termini aulici messi lì a bella posta per impressionare salvo perdersi un momento dopo con l'alito degli ambulanti che al primo mattino sa di 'lampredotto e olive al forno'. Va da sé che possa spiacere ai lettori italiani abituati a conoscere e studiare Dante più che ad altri. E non è poca cosa.

lunedì 26 agosto 2013

"Io che amo solo te" di Luca Bianchini

'Io che amo solo te' racconta settantadue ore di vita di Damiano e Chiara, due ragazzi alle prese con il loro matrimonio: dai dubbi, le ansie, le paure della vigilia alla sorpresa del giorno dopo quando spenti i riflettori sulla festa resta la preziosa consapevolezza del dono dell'amore su cui costruire una famiglia.
Ma l'amore del titolo -celebre canzone di Sergio Endrigo- rimanda alla vera coppia protagonista del romanzo, Ninella e don Mimì, rispettivamente madre della sposa e padre dello sposo, una sorta di Giulietta e Romeo attempati, fuori tempo per riparare all'unione negata in gioventù dai genitori di lui annichiliti all'idea di imparentarsi con la famiglia di un contrabbandiere appena arrestato.
Di mezzo una varietà studiata e artefatta di volti e anime pressoché insoddisfatte e smarrite: un microcosmo quello del paese che si fa macrocosmo parlando di inabilità affettive, compromessi, scelte personali prone alle convenzioni, quel 'si fa ma non si dice' sotteso ad ogni passo dei protagonisti sull'acciottolato bianco di una Polignano a Mare che splende di luce propria.
Il confine tra carattere e caricatura è volutamente sottile così i personaggi vengono sopraffatti dal messaggio in potenza di cui l'autore sembra investirli: la sfida al tabù dell'omosessualità in una comunità chiusa di paese (ma è ancora davvero così?); il quesito irrisolto su un amore negato e idealizzato che si conosce davvero nel momento stesso in cui lo si affronta, lo si consuma, per ricollocarlo nella dimensione di un 'come eravamo' che fa quasi tenerezza ma libera finalmente; i matrimoni di facciata che santificano casalinghe disperate, unioni che non danno gioia ma riempiono pance; l'ostentazione della ricchezza che enfatizza falsi bisogni e giustifica tutto; il ricatto sociale di pregiudizi e pettegolezzi. Si finisce così in una mascherata, un'accozaglia di luoghi comuni e forzature di genere che strappa risate amare e poco altro.
La narrazione del Bianchini strizza l'occhio a certa produzione cinematografica degli ultimi anni (Cristina Camencini, Ferzan Özpetek, Checco Zalone, etc.) pagando però un prezzo alto all'assenza di originalità così che piano piano la trama si sfalda scivolando nell'ovvio quando non nella forzatura di colpi di scena che nulla aggiungono, se mai Bianchini rende omaggio alla bellezza naturale di un piccolo paese del sud ma con l'improbabile tratteggio di un matrimonio farsesco atterrisce il lettore. Tutto diventa grossier al limite della macchietta e spiace davvero per quei buoni sentimenti sottesi un pò ovunque fra le pagine. Di più spiace perché al di là della cartolina turistica latita la bella scrittura cui pure l'autore non è estraneo, leggere espressioni come "Matilde mostrava a tutti i suoi occhi da cartone animato: sembrava Iriza di Candy Candy" o "Per lei il maestrale era la peggiore sventura che si potesse abbattere su un matrimonio. Quasi come una bomboniera sbagliata, due cugini che restano senza tavolo o due cozze che restano sullo stomaco" e frasi ad effetto come "Ci sono notti in cui la tua unica sveglia è il cuore" non danno merito alcuno, impressionano solo, e non in senso positivo.

venerdì 23 agosto 2013

"L'amore è un difetto meraviglioso" di Graeme Simsion

"Se davveri ami qualcuno, devi essere pronto ad accettarlo per quello che è. Al massimo puoi sperare che un giorno qualcosa lo illumini di colpo e che sia lui stesso a cambiare per sua scelta".
Cosa è davvero l'amore? Possibile decifrarlo? Renderlo prono a regole, oggetto di studio, finalizzato a raggiungere un obiettivo: trovare moglie, magari? Se lo chiede il quarantenne Don Tillman, strambo genetista in quel di Melbourne. Per una persona priva di abilità sociali, capace di progammare la sua giornata nel dettaglio per ottimizzare i tempi, 'diversamente' empatico, trovare moglie è una necessità da soddisfare come tante altre e farlo ricorrendo agli strumenti della logica la scelta ovvia, così da un lungo questionario dovrebbe venir fuori la donna perfetta. Salvo imbattersi quasi per caso in Rosie, in apparenza una cameriera avvenente e problematica ossessionata dalla ricerca del suo padre biologico che gli sconvolgerà la vita e 'sconvolgere' Don prevede mandare in frantumi tutto il suo sistema di regole, in particolar modo la programmazione alimentare, eppure la cosa sembra renderlo felice. Così preso da Rosie e dai suoi folli progetti da essere distratto, generoso con il tempo e con se stesso, dubbioso sul suo intero sistema di vita, sulla percezione che gli altri hanno di lui, sulla possibilità che rispettare le convenzioni non sia così inopportuno. Per Rosie Don manderà all'aria il lavoro, metterà a rischio la sua storica ed unica amicizia con Gene e darà significato alla parola 'amore'.
"Hai cambiato te stesso per me?
Solo il mio comportamento"
Una commedia romantica e surreale quanto il personaggio di Don, uno abituato a programmare e progammarsi in base alle necessità, che sia studiare la composizione di tutti i coktails per lavorare come barman o provare passi di danza per una settimana per ballare come un professionista salvo girare come un nerd, infiocchettare bugie e improvvisare ricerche mediche solo per dimostrare che non si può scegliere se, come e quando amare, illudersi di trovare la compagna perfetta perché l'amore è ciò che non si può spiegare e sfida qualsiasi logica, vince qualsiasi catarsi, muovendosi come una scheggia impazzita nella mente di un simpatico ossessivo compulsivo.
Toni a tratti forzatamente brillanti, narrazione  leggera che poco o nulla lascia se non la sgradevole sensazione di un compitino fatto bene.

"Tentativi di botanica degli affetti" di Beatrice Masini

"Chi ce l'ha se la tiene la facoltà straordinaria di cambiare le cose, di cambiare se stesso; e chi non ce l'ha resta alla catena, come un cane che conosce e ama solo ciò che riesce a raggiungere tirandosi il collo".
Bianca ha la facoltà di cambiare le cose, la forza di guardare oltre se stessa e scoprire il mondo. Ed è un mondo non privo di pericoli. Non potrebbe essere diversamente nella Lombardia di primo ottocento sotto il giogo stretto degli austriaci abituati a leggere ovunque sui volti della gente segni di cospirazione, tanto più per una giovinetta di buona famiglia e solida educazione con la straordinaria dote di dipingere e cogliere sentimenti ed emozioni finanche nei soggetti inanimati, nel mondo vegetale che pare avere espressioni, modi ed affetti suoi propri, come e più degli uomini. Ospite di un celebre poeta e della sua famiglia Bianca si lascerà conquistare dai colori e dagli umori della campagna milanese, dai volti dei contadini e dalle loro vite di fatica e silenzio, spesso piegati da un destino umano, troppo umano come quello della piccola Pia "..indifesa ma forte di una sua retta semplicità che la fa camminare un palmo più in sù dal fango, quel tanto che basta a non sporcarsi nemmeno il bordo della veste" per trovare davvero se stessa nell'ombroso grigiore della città dove quel che non aveva forma si fa essenziale, così il tratto del suo disegno, così il giudizio su chi le è intorno, persino i fantasmi svelano il loro vero volto e il carico di dolore di una storia di amore urgente e impossibile, così simile ad altre eppure diversa.. almeno fino a quando non sarà la stessa di Bianca, prona a un desiderio di vivere, di fare sua quella "felicità che non si merita, si prende quando viene, se viene, per pura fortuna; si morde come un frutto inaspettato, sapendo che non ci sazierà" ma servirà a sfidare l'inesattezza della botanica degli affetti, a maturare, a dissimulare le ansie, a indicare la via, a rivelare un carattere, aprire il cuore alla vita.
Bianca.. "risoluta fino alla temerarietà quando si tratta degli altri, incerta come una bambina quando in gioco è lei" e ancora don Titta, Innes, donna Julie, Minna, Pia, Tommaso, donna Clara in una storia che si fa cronaca del tempo e romanzo appassionato. Una narrazione emozionante a tratti magica per ambientazioni e cura dei dettagli che incide nell'animo del lettore sublimato da una scrittura che come per gli acquarelli di Bianca -che più hanno forza quando rinunciano al colore- dà il meglio di sé per veridicità e pathos quando rinuncia a ridondanza, ripetizioni, coloriture espressive. Il tratto della Masini come quello di Bianca è per certi versi un principio di sapere che nel tentativo di spiegare sentimenti, dare senso alle esperienze semplicemente conforta, placa, rigenera e predispone al futuro.
Quello di Bianca è un personaggio di un bellissimo impatto emotivo e facile immedesimazione.
"Quando si bacia non si pensa. Si bacia. E basta. Basta. Basta"

sabato 10 agosto 2013

"Il cappello di Mr Briggs" di Kate Colquhoun

"Verdetto: Colpevole.
Sentenza: Morte.
Data: 14 novembre. Giustiziato."
Franz Muller muore a ventiquattro anni giudicato colpevole dell'omicidio di Thomas Briggs, banchiere londinese assassinato la sera del 9 luglio 1864 nella carrozza 69 del treno diretto a Chalk Farm.
Ma era davvero colpevole Franz Muller?
"Colpevole.
Si tratta di un verdetto unanime?
Sì"
Eppure a dispetto dei giurati parte dell'opinione pubblica crede il contrario. Prove indiziarie e testimonianze incerte spingono a dubitare, giornalisti e scrittori ipotizzano scenari alternativi pungolando gli organi di polizia.
Ma cosa è accaduto nella carrozza 69 in una tranquilla sera di luglio? Sedili e vetri macchiati di sangue, il corpo dell'uomo ritrovato in un campo brutalmente colpito al capo, l'orrore dipinto sui volti della gente che si interroga sulla sicurezza del mezzo di trasporto che segna il progresso della civiltà, alcuni oggetti rubati spariti nel nulla.
Scotland Yard indaga e lo fa mettendo in campo i suoi uomini migliori: su tutti il giovane e brillante detective Richard Tanner. Dai bassifondi londinesi alla City, da Londra a New York... sarà infine un cappello nero a incastrare l'assassino.
"Le campane tacquero. la folla ammutolì per un attimo e poi esplose in un ruggito assordante".
Franz Muller muore per impiccaggione un rigido mattino di novembre e lascia mille perché.
Un paese orgoglioso della propria moralità e della propria civiltà come poteva ancora tollerare il sospetto di aver condannato a morte un innocente? Come spiegare la partecipazione e la folle reazione emotiva dell'opinione pubblica al crimine? Questo si chiedevano giuristi, intellettuali, politici inglesi. La società era in fermento, voleva sicurezza, partecipazione, soluzioni. Ciononostante a tutt'oggi si ignora la verità sull'omicidio di Thomas Briggs.
Inchiesta investigativa, attenta ricostruzione processuale, interessante pagina storica con un occhio strizzato ai romanzi a sensazione fatti di avventure, rivelazioni, segreti: la scrittura della Colquhoun conquista così il lettore, tra fascinazione e credibilità.