Una stupida bugia. Una pazza idea.
Una cantinola buia. Cibo in scatola, fumetti e.. tormento.
Fino a che inaspettato qualcuno bussa alla porta.
Forse la vita stessa..
Breve e intenso racconto di Ammaniti. Partecipe lo sguardo dell'autore sulla fragilità esistenziale dei giovani ma non del tutto convincente. Sembra quasi un puro esercizio di stile.
sabato 12 febbraio 2011
venerdì 11 febbraio 2011
"Cchiú pilu pe' tutti" di Antonio Albanese & Piero Guerrera
Poetiche le sue rime (profetiche, pensando alla stretta attualità): "Soffia il vento in mezzo al mare, spazza nuvole mel cielo, se mi vuoi davvero amare, fai vedere un po' di pelo".
Risate amare come nella recente pellicola di successo 'Qualunquemente' in cui il comico Albanese tratteggia un personaggio diabolico nella sua rozzezza, brutalmente vero. Il libricino si rivela più attento nella lettura di certa parte della nostra società di un saggio di sociologia o politologia. Tanto più che il libro è del 2005 e il personaggio creato dal comico è del 2003. Questo dovrebbe far riflettere.
Merita un plauso l'omaggio alla scena finale di 'Blade Runner' nella versione di Cetto. La trovate a pagg.79/80. Un assaggio? "Ho visto... strade, viadotti e ponti sommergere con le loro geometrie l'inutile verde di monti e pianure.. ho visto bambini prodigio imparare a sparare a sei anni e centrare sempre il bersaglio.. se per un caso che non voglio neanche prendere in considerazione non venissi rieletto, tutto questo andrebbe perso come lacrime nella pioggia, come scoregge nel vento".
Risate amare come nella recente pellicola di successo 'Qualunquemente' in cui il comico Albanese tratteggia un personaggio diabolico nella sua rozzezza, brutalmente vero. Il libricino si rivela più attento nella lettura di certa parte della nostra società di un saggio di sociologia o politologia. Tanto più che il libro è del 2005 e il personaggio creato dal comico è del 2003. Questo dovrebbe far riflettere.
Merita un plauso l'omaggio alla scena finale di 'Blade Runner' nella versione di Cetto. La trovate a pagg.79/80. Un assaggio? "Ho visto... strade, viadotti e ponti sommergere con le loro geometrie l'inutile verde di monti e pianure.. ho visto bambini prodigio imparare a sparare a sei anni e centrare sempre il bersaglio.. se per un caso che non voglio neanche prendere in considerazione non venissi rieletto, tutto questo andrebbe perso come lacrime nella pioggia, come scoregge nel vento".
"Intrigo a Highbury" di Carrie Bebris
giovedì 10 febbraio 2011
"La questione morale" di Roberta De Monticelli
domenica 6 febbraio 2011
"Il libro delle anime" di Glenn Cooper
Narrazione accattivante, scrittura assai semplice, mirata a catturare un pubblico eterogeneo 'Il libro delle anime' fatica però a sorprendere, poco o nulla aggiunge a svelare il mistero sul libro dei morti. Finale frettoloso e raffazzonato.
venerdì 4 febbraio 2011
"Qualunquemente" regia di Giulio Manfredonia
Dalla tv al cinema il personaggio Cetto La Qualunque, creato da Antonio Albanese, spadroneggia in una realtà che vorremmo tutti fosse solo surreale e invece, potenzialmente, drammaticamente, si rivela credibile. In un paesino calabrese per fronteggiare il candidato sindaco della Lista civica portatore di un concetto ardito quanto pericoloso, quale la legalità, viene chiamato l'imprenditore Cetto la Qualunque, rientrato in Italia dopo quattro anni di forzato asilo. Lui che il diritto non sa nemmeno cosa è, lui che è abituato a imporre, a far denaro illecitamente, a costruire su scavi archeologici, a deturpare l'ambiente con abusivismi palesi, a scaricare liquami a mare, a evadere le tasse, a far saltare le auto dei nemici, lui abituato a prendere in considerazione le donne solo se in posizione 'orizzontale', lui che motteggia il figlio timido salvo trasformarlo in una sua copia, a cacciare di frodo e quant'altro.. decide di 'salire in campo ' per salvaguardare i suoi interessi. La campagna elettorale si rivela intensa e costosa ma a vincere Cetto ci arriverà con i suoi metodi discostandosi dai consigli del guro dei politici, Jerry. Magra consolazione quasi.. eppure per lo smaccatamente qualunquista Cetto, giunto a promettere l'inverosimile agli elettori come nella migliore tradizione italiana, resta il vanto di continuare a pensare in grande, umiliare i deboli, imporre nuovi modelli di riferimento. Un film che strappa sì risate, ma amare.mercoledì 2 febbraio 2011
"La donna che canta" di Denis Villeneuve
Devastante. Un film che atterisce per intensità, tragicità, pathos. Un film le cui immagini restano addosso con uno strano senso di inquietudine, inadeguatezza per il nostro quotidiano che all'improvviso appare così banale, vuoto a fronte delle vite drammatiche abitate da uomini e donne nati in paesi dilaniati da conflitti. E' il caso del Libano del film di Villeneuve e della sua giovane protagonista Nawal costretta a subire impotente la morte del ragazzo e l'abbandono del figlio in fasce. Di seguito solo rabbia repressa, motivazioni affondate nell'odio per andare avanti e vendicarsi, di una vita ridotta al niente, di quel figlio rubato dalla guerra, dell'amore ormai negato, impossibile. E ancora resistere, credere in una causa -"le idee di rivolta vivono finché c'è qualcuno che lotta per loro"- essere pronti a morire, o sopravvivere tenacemente a tredici lunghi anni di prigionia, scampando alla pazzia, alle privazioni, alla dignità calpestata, finanche agli stupri, cantando. Questo è stata Newal, ma non la madre dei gemelli Jeanne e Simon, costretti alla sua morte a tornare nella terra natia della donna e scoprire tutto di lei, compresa una verità che gela il sangue, che semplicemente non si può accettare e che pura, inevitabile ha in sé, nonostante tutto, il seme della bellezza, il messaggio di un profondo amore, perchè pare quasi impensabile ma anche dal gesto più estremo di odio, di violenza scellerata può nascere l'amore.Ripeto.. un film ben recitato, ben diretto, ben costruito ma a dirla tutta 'devastante'.
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