sabato 12 febbraio 2011

"Io e te" di Niccolò Ammaniti

Teo. Un adolescente in fuga da stesso.
Una stupida bugia. Una pazza idea.
Una cantinola buia. Cibo in scatola, fumetti e.. tormento.
Fino a che inaspettato qualcuno bussa alla porta.
Forse la vita stessa..
Breve e intenso racconto di Ammaniti. Partecipe lo sguardo dell'autore sulla fragilità esistenziale dei giovani ma non del tutto convincente. Sembra quasi un puro esercizio di stile.

venerdì 11 febbraio 2011

"Cchiú pilu pe' tutti" di Antonio Albanese & Piero Guerrera

Biografia.. poesie.. e comizi elettorali di Cetto La Qualunque improbabile (o probabilissimo, fate voi) uomo politico calabrese, la cui unica aspirazione di vita è assicurare a se stesso e alla sua gente cemento e pilu. Qualunquista, razzista, depravato, ignorante e prioritariamente delinquente, Cetto La Qualunque declama nei suoi scritti il peggio di sé (il meglio non c'è e non c'è mai stato).
Poetiche le sue rime (profetiche, pensando alla stretta attualità): "Soffia il vento in mezzo al mare, spazza nuvole mel cielo, se mi vuoi davvero amare, fai vedere un po' di pelo".
Risate amare come nella recente pellicola di successo 'Qualunquemente' in cui il comico Albanese tratteggia un personaggio diabolico nella sua rozzezza, brutalmente vero. Il libricino si rivela più attento nella lettura di certa parte della nostra società di un saggio di sociologia o politologia. Tanto più che il libro è del 2005 e il personaggio creato dal comico è del 2003. Questo dovrebbe far riflettere.
Merita un plauso l'omaggio alla scena finale di 'Blade Runner' nella versione di Cetto. La trovate a pagg.79/80. Un assaggio? "Ho visto... strade, viadotti e ponti sommergere con le loro geometrie l'inutile verde di monti e pianure.. ho visto bambini prodigio imparare a sparare a sei anni e centrare sempre il bersaglio.. se per un caso che non voglio neanche prendere in considerazione non venissi rieletto, tutto questo andrebbe perso come lacrime nella pioggia, come scoregge nel vento".

"Intrigo a Highbury" di Carrie Bebris

Ispirate ai romanzi di Jane Austen 'Intrigo a Higbury o Gli equivoci amorosi di Emma' è la quinta indagine di Mr. & Mrs. Darcy ideati dall'autrice americana Carrie Bebris. Detectives story brillanti e accattivanti con protagonisti i famosi personaggi di 'Orgoglio e pregiudizio' impelagati manco a dirlo in strane, incredbiili e a volte assai pericolose avventure. Oscuri assassini, furti, intrighi, false accuse condite dal quotidiano di paesi e città inglesi, balli e ricevimenti, l'imprescindibile pausa del tè e passeggiate in campagna, chiacchiere femminili su nastri e pizzi e maschili su caccia e oculata cura del patrimonio. Puro stile regency, declamato e descritto in ogni suo particolare: sociale, culturale, politico. In mezzo a tutto questo la quiete e completa felicità dei coniugi Darcy, in quest'ultima inattesa avventura, aggrediti e derubati da zingari nel corso di un viaggio nei boschi di Highbury e ivi costretti a rivolgersi al magistrato del villaggio, Mr. Knightley la cui casa pure si rivela teatro d'azione di un tragico evento: la morte di Edgar Churchill. Solidali l'un con l'altro per innata stima reciproca e amicizie comuni Darcy e Knightley si troveranno ad indagare sugli strani eventi accorsi in quel di Highbury. Allo stesso modo, le loro mogli, l'intelligente Elizabeth e l'istintiva Emma, agiranno per proprio conto: osservando, ascoltando.. appassionandosi al destino di dame in difficoltà e felicità matrimoniali minacciate. Intanto al villaggio un avveduto mercante incanta tutti, un gruppo di zingari si aggira ai margini del paese e uno sparuto gruppo di ignari innocenti cade vittima di un oscuro veleno. Chi o cosa uccide ad Highbury.. e perchè? Ispirato alla trama e ai personnagi di 'Emma' la nuova indagine dei coniugi Darcy cattura il lettore fino all'ultima pagina quando si rivelerà il volto dell'assassino.. come sempre (o quasi) quello di un insospettabile!

giovedì 10 febbraio 2011

"La questione morale" di Roberta De Monticelli

Da Guicciardini a Corona.. l'accostamento potrà apparir ai più quasi sacrilego eppure si palesa necessario e logico nel discorso che Roberta De Monticelli propone al lettore nel suo brillante saggio 'La questione morale'. Ovvero 'la questione del possibile rinnovamento dei nostri mores, delle nostre abitudini quotidiane'. Cosa c'entra Guicciardini.. semplice c'è una sorta di tipicità tutta italiana che ci spinge ad esser quello che oggi siamo: vacui, proni al potere, indifferenti se non al proprio tornaconto, etc. ovvero 'non formati', non 'adulti', 'non-individui'. Il grande De Sanctis ha scitto: “Il dio del Guicciardini è il suo particolare. Tutti gli ideali scompaiono. Ogni vincolo religioso, morale, politico, che tiene insieme un popolo, è spezzato. Non rimane sulla scena del mondo che l'individuo. Ciascuno per sé, verso e contro tutti. Questo non è più corruzione, contro la quale si gridi: è saviezza, è dottrina predicata e inculcata, è l'arte della vita”. Qualche secolo più tardi meno proisacamente il sopracitato fotografo mira spudoratamente al denaro, al potere, paventando l'impunità dell'apparenza, di quel che sbattuto in faccia al mondo non può macchiarsi di menzogna, crimine. Per questo il popolo italiano 'non semplicemente subisce, ma promuove e sostiene un potere che volta il mondo a beneficio suo senza alcuna dissimulazione e lo sostiene proprio per questo, in una comune volontà di partecipazione a questo beneficio'. Cosa fare? Bisogna diventare 'moralmente adulti'.. 'prendendo posizione rispetto all'ethos della comunità in cui si è cresciuti, o ad aspetti di esso. uesta capacità di autenticare o no un ethos a seconda che sia o no fonte di vita autentica per noi è la nostra autonomia morale'. Insomma bisogna diventar grandi, responsabili, coraggiosi.. e in fretta (aggiungiamo noi).

domenica 6 febbraio 2011

"Il libro delle anime" di Glenn Cooper

Cosi raccontavamo dell'opera prima di Glenn Cooper, campione di vendite, 'La biblioteca dei morti' circa un anno fa.. http://lestanzedialba.blogspot.com/2010/02/la-biblioteca-dei-morti.html nel seguito, 'Il libro delle anime' tutto riprende da Will Piper, ex agente dell’FBI, scampato ai misteri dell'Area 51, al centro dell'incredibile indagine sulla biblioteca dei morti frutto di un intrigo internazionale tra Inghilterra e America dagli anni '40. Forzatamente in pensione, alle prese con il figlioletto lattante e la giovane moglie Nancy, sua ex collega, Will viene nuovamente coinvolto nelle indagini sulla biblioteca dei morti: centinaia di migliaia di volumi ritrovati nell'abbazia di Vectis, frutto del lavoro ossessivo di silenziosi scrivani dai capelli rossi e occhi verdi non si sa se messaggeri divini o strumenti del male recanti data di nascita e morte di uomini, donne e bambini, fino al 9 febbraio 2027. Ed è proprio un biglietto con quella data che spinge Will a incontrare Henry Spence, un ex dipendente della CIA che ha dedicato la sua esistenza alla soluzione del mistero. Malato, a pochi giorni da quella che secondo il libro dei morti sarà il suo ultimo giorno, l'uomo ha appreso di un'asta in cui sarebbe in vendita l'unico libro mancante della biblioteca. Intorno a quel libro, alla famiglia che lo custodì per secoli, a teologi, filosofi, scienziati, scrittori che ne sfiorarono le pagine apprendendone la straordinaria e incredibile storia ruota la missione speciale di Will. Recuperare il libro, ritrovare il pezzo mancante di un puzzle ardito e insostenibile come è lo è per qualsiasi uomo accettare o meno il rapportarsi con la morte, inquadrabile in una data certa che inevitabilemnte condiziona nel bene o nel male la vita. Eppure per salvare se stesso e la sua famiglia Will sarà costretto a rivelare al mondo l'esistenza della biblioteca die morti, lasciando a governanti, potenti, uomini di chiesa e scienziati il difficile compito di spiegare alla gente; per l'uomo qualunque di rivedere il proprio rapporto con la coscienza, con la fede o la ragione. Intanto altrove qualcuno sfidato deal'ultima incognita posta dalla morte si affretta a chiedersi: cosa accadrà il 9 febbraio 2027? Chi o cosa provocherà la fine del mondo conosciuto?
Narrazione accattivante, scrittura assai semplice, mirata a catturare un pubblico eterogeneo 'Il libro delle anime' fatica però a sorprendere, poco o nulla aggiunge a svelare il mistero sul libro dei morti. Finale frettoloso e raffazzonato.

venerdì 4 febbraio 2011

"Qualunquemente" regia di Giulio Manfredonia

Dalla tv al cinema il personaggio Cetto La Qualunque, creato da Antonio Albanese, spadroneggia in una realtà che vorremmo tutti fosse solo surreale e invece, potenzialmente, drammaticamente, si rivela credibile. In un paesino calabrese per fronteggiare il candidato sindaco della Lista civica portatore di un concetto ardito quanto pericoloso, quale la legalità, viene chiamato l'imprenditore Cetto la Qualunque, rientrato in Italia dopo quattro anni di forzato asilo. Lui che il diritto non sa nemmeno cosa è, lui che è abituato a imporre, a far denaro illecitamente, a costruire su scavi archeologici, a deturpare l'ambiente con abusivismi palesi, a scaricare liquami a mare, a evadere le tasse, a far saltare le auto dei nemici, lui abituato a prendere in considerazione le donne solo se in posizione 'orizzontale', lui che motteggia il figlio timido salvo trasformarlo in una sua copia, a cacciare di frodo e quant'altro.. decide di 'salire in campo ' per salvaguardare i suoi interessi. La campagna elettorale si rivela intensa e costosa ma a vincere Cetto ci arriverà con i suoi metodi discostandosi dai consigli del guro dei politici, Jerry. Magra consolazione quasi.. eppure per lo smaccatamente qualunquista Cetto, giunto a promettere l'inverosimile agli elettori come nella migliore tradizione italiana, resta il vanto di continuare a pensare in grande, umiliare i deboli, imporre nuovi modelli di riferimento. Un film che strappa sì risate, ma amare.

mercoledì 2 febbraio 2011

"La donna che canta" di Denis Villeneuve

Devastante. Un film che atterisce per intensità, tragicità, pathos. Un film le cui immagini restano addosso con uno strano senso di inquietudine, inadeguatezza per il nostro quotidiano che all'improvviso appare così banale, vuoto a fronte delle vite drammatiche abitate da uomini e donne nati in paesi dilaniati da conflitti. E' il caso del Libano del film di Villeneuve e della sua giovane protagonista Nawal costretta a subire impotente la morte del ragazzo e l'abbandono del figlio in fasce. Di seguito solo rabbia repressa, motivazioni affondate nell'odio per andare avanti e vendicarsi, di una vita ridotta al niente, di quel figlio rubato dalla guerra, dell'amore ormai negato, impossibile. E ancora resistere, credere in una causa -"le idee di rivolta vivono finché c'è qualcuno che lotta per loro"- essere pronti a morire, o sopravvivere tenacemente a tredici lunghi anni di prigionia, scampando alla pazzia, alle privazioni, alla dignità calpestata, finanche agli stupri, cantando. Questo è stata Newal, ma non la madre dei gemelli Jeanne e Simon, costretti alla sua morte a tornare nella terra natia della donna e scoprire tutto di lei, compresa una verità che gela il sangue, che semplicemente non si può accettare e che pura, inevitabile ha in sé, nonostante tutto, il seme della bellezza, il messaggio di un profondo amore, perchè pare quasi impensabile ma anche dal gesto più estremo di odio, di violenza scellerata può nascere l'amore.
Ripeto.. un film ben recitato, ben diretto, ben costruito ma a dirla tutta 'devastante'.