Un romanzo che incastra tante piccole storie, porta il lettore tra le strade e la gente di Bangoreee, ragazzi che sognano Sidney, giovani donne vincolate dal giudizio della gente, piegata dalle convenzioni sociali, e le forme dell'amore dispiegate in tutte le sue forme. Ogni pagina rivela una storia, tratteggia un personaggio e il suo relazionarsi con la società intorno. Una scrittura, quella della Witting, che racconta della necessità di esporsi, fare scelte, lasciarsi andare rischiando di perdere e perdersi, salvo abbandonarsi a quello che accade.
domenica 30 gennaio 2022
"La signora delle storie' di Amy Witting
sabato 22 gennaio 2022
"Tre piani" di Eshkol Nevo
Lo fa Dovra, giudice in pensione, per raccontare a Michael, il marito scomparso la sua vita dopo di lui. In un tentativo necessario di riprendere contatto con la realtà, mischiarsi alla gente, decidere della sua vita, su tutto riprendere contatto con il figlio, allontanatosi dalla famiglia dopo un tragico errore.
Parlare, con qualcuno.
Come Hani, due figli, la solitudine costante nella casa, abitata dall'assenza del marito troppo spesso lontano per lavoro, la paura che la follia materna alberghi in lei, il sospetto di aver solo immaginato la visita del cognato ricercato dalla polizia, che racconta il suo malessere scrivendo una lettera ad un'amica lontana.
Come Arnon, che svela ad un'amico la sequenza assurda di eventi seguiti alla scomparsa della figlia affidata all'anziano vicino di casa, affetto dall'Alzhaimer finita solo in un grosso spavento, rivelatore però di dubbi e angosce che hanno provocato una rabbia furente, con sé stesso e gli altri per non aver capito quanto poco tempo dedicasse alla cura della propria famiglia, alla moglie tradita con l'unica persona che avrebbe dovuto evitare.
Dovra, Hani, Arnon inquilini di un condominio borghese di Tel Aviv. Esistenze solo in apparenza perfette come le loro case, in realtà fragili, erranti, dubbiosi, imperfetti. Ma in fondo "le persone sensate non esistono. E nemmeno le azioni sensate. Esiste solo l'azione che una persona specifica, in un momento specifico, deve compiere".
Un romanzo di sentimenti, che racconta le relazioni umane, in tutte le sue sfaccettature, e ispira a guardarsi dentro, ascoltare i propri bisogni, darne forma, raccontarsi, condividere, semplicemente trovare il coraggio, al momento giusto, di perdonarsi e lasciarsi andare.
venerdì 14 gennaio 2022
"La vasca del Fuhrer' di Serena Dandini
Elisabeth Miller, per tutti Lee, è stata modella acclamata delle più note riviste di moda, l'americana a Parigi destinata ad esser musa dei più grandi artisti del Novecento, da Man Ray di cui fu compagna e attenta allieva, a Max Ernst, Cocteau; amica di Picasso, amante di un tempo sospeso dove gli artisti fuggivano l'orrore dei totalitarismi e della guerra preservando la bellezza, facendone manifesto di vita. Una giovane che ha precorso i tempi, sfidato i pregiudizi e lottato per tutto quello in cui credeva, che fosse viaggiare ovunque, fotografare, fare arte, rifiutare i facili servizi di moda per seguire le truppe al fronte e documentare gli orrori della seconda guerra mondiale fino alle foto scattate nei campi di concentramento.
Tra le prime fotoreporter di guerra, sfrontata nella bellezza come nell'amore, anima libera e selvaggia, rifuggiva i compromessi, ma finì per annientarsi nell'alcool e nei farmaci per dimenticare il "blu livido" del volto dei bambini che si spegnevano negli ospedali senza cure o delle divise a strisce degli scheletri di Dachau.
La bellezza sfiorì nella stagione di guerra, tra i paesi dell'Europa distrutta, dissolta come il fango dal suo corpo nella vasca del Fuhrer, nella sua casa, così ordinaria e dimessa da sfiorare l'assurdo.
Donna testarda, che sopravvisse a se stessa fidando nell'amore e comprensione di Roland Panrose, artista, mecenate, gallerista, di cui curò mostre e pubblicazioni; infine cuoca sublime, lasciò che il mondo dimenticasse il suo talento, le sue fotografie, la sua sfrontata energia al punto che solo alla sua morte il figlio rovistando in soffitta rinvenne sessantamila negativi, fotografie, diari, lettere e imparò a conoscere davvero sua madre consegnandola all'eternità.
martedì 28 dicembre 2021
"Sembrava bellezza" di Teresa Ciabatti
A dispetto di un'adolescente difficile, vissuta all'ombra dell'amica più cara, Federica, una scrittrice di successo ritorna ad abitare luoghi e persone della giovinezza. Non è una scelta ma quasi un obbligo morale prendersi carico anche di Livia, la sorella maggiore di Federica, vittima di un incidente domestico, la caduta da un terrazzino di casa. Nei ricordi l'istantanea di una bellezza perfetta, nella realtà una fragilità mentale che la blocca ad un'età acerba, a ricordi che si mescolano a realtà artefatte. Per la protagonista un tempo sfalsato che agita il suo essere, sempre in bilico tra senso di inadeguatezza e voglia di riscatto, gesti di bontà a omissioni, piccole cattiverie mosse da una rabbia antica, ritrosie e trasgressioni, in un tentativo nemmeno poi così inconscio di punirsi.
"Sembrava bellezza" è un libro dolente e doloroso, che dal particolare, dal vissuto della protagonista -alter ego della scrittrice- arriva all'universale, a tutti i lettori, a quel dolore comune che appartiene ad ognuna delle nostre vite, alle fantasie represse dell'adolescenza, ai sogni infranti, ai silenzi colpevoli o conniventi, alle invidie, alle frustrazioni, alle aspettative disattese, alle cattiverie subite e inflitte.
La Ciabatti parla alle nostre coscienze, agli anni passati e perduti, ai successi adulti che non compenseranno mai le mancanze dei compagni di vita dell'adolescenza, dove, come con la bella Livia, sembrava bellezza e invece era fragilità, dolore, disperato bisogno di aiuto. Un libro che pure in mezzo a tanta inadeguatezza, rabbia, dolore, eccessivo indugiare sul bisogno di espiare colpe, riluce della possibilità di perdonarsi, riscattare i rapporti, ricucire legami importanti: madre-figlia, amiche.
Una narrazione, quella della Ciabatti, che scava nelle vite dolenti senza filtri. E arriva dritta al lettore senza fare sconti.
domenica 12 dicembre 2021
"Vita mortale e immortale della bambina milanese" di Domenico Starnone
"Ho imparato da un pezzo che persino le persone che ci vogliono bene fanno fatica a ricacciare indietro se stesse per lasciare spazio alle nostre smanie di centralità".
Eros e thanatos nell'ultimo libro di Starnone, che affonda nella lingua madre del dialetto per colorare il bianco e nero dei ricordi ed emozionare con l'"io bambino" a cui dà voce con struggente tenerezza, lasciando che sia l'amore a colmare i vuoti del tempo perduto.
venerdì 10 dicembre 2021
"La vita è un romanzo" di Guillaume Musso
Nessuna effrazione, nessuna traccia che lasciasse pensare ad un rapimento. Nessuna presenza rilevata dalle telecamere di sorveglianza. Nulla. Come ne 'I delitti della rue Morgue' di Poe i detective devono capire cosa sia accaduto nell'appartamento del vecchio edificio di New York riadattato ad ospitare appartamenti di lusso. Oppure interrogarsi sulla Conway, scrittrice di successo estremamente riservata. Eppure a distanza di mesi la scomparsa della piccola sembra ancora avvolta nel mistero. L'unico ad avere percezione del dramma della Conway sembra essere un altro romanziere, Romain Ozorski. A Parigi, si strugge per la fine del matrimonio e la perdita del figlio, Theo, affidato alla madre. Sull'orlo della disperazione Romain si affida alla scrittura, ai suoi personaggi ed è allora, che Flora prende vita nella sua storia. Ma..
Chi scrive la storia di chi? Romain è il creatore di Flora o il contrario? E cosa è davvero accaduto alla piccola Carrie? È mai davvero esistita, come Flora? Eppure esistono suoi libri, editi e di successo. E Romain.. Romain ha rinunciato alla scrittura ma ha ritrovato Theo.
Se 'la vita è un romanzo' è anche vero che i romanzieri "interrano sassolini e piantono semi per pianificare, a distanza di anni, capovolgimenti di situazioni che interessano la tua stessa vita, e che t'investono nel momento in cui meno te l'aspetti". Così Romain rivela il mistero di Flora, Carrie e della scrittura. Della straordinaria, necessaria volontà di uno scrittore di inventare storie, farne mescita con la realtà, innervare vite, lasciarsene vincere, riempire, sommergere.
Fare il pieno di sentimenti, gioie, dolori, amori, rinunce, tradimenti, sconfitte e riscatti e trovarli su una pagina scritta, impastati di inchiostro e lacrime.
La storia di Musso è talmente ben congeniata da risultare un giallo perfetto, con l'aggiunta di un'autenticità narrativa e un microcosmo di personaggi e piccoli svelamenti di tecniche di scrittura da ingolosire i lettori. È al tempo stesso un romanzo appassionato, di sentimenti, che dosa sorprese sino all'ultima pagina.
"È una mia risorsa, forse il mio unico talento, in ogni caso ciò che so fare meglio degli altri: captare nelle persone quello che esse stesse ignorano".
mercoledì 17 novembre 2021
"Piccoli piaceri" di Clare Chambers
Londra, 1957. In città si avvertono ancora i disagi della guerra eppure un giornale locale cerca di essere al passo con i tempi raccontando di nuovi studi scientifici come la partogenesi, secondo cui i maschi non servirebbero più per la riproduzione.
La signora Gretchen Tilbury sembra asserire che sia verità esponendosi al punto da rendere pubblica la sua storia. Sua figlia, Margaret è stata concepita quando era vergine, in un tempo in cui, gravemente malata, era ricoverata in clinica, costretta a letto, vegliata costantemente da suore e infermiere. Incaricata dal direttore di approfondire la storia della Tilbury, è Jean Swinney, giornalista quarantenne, dalla vita monotona illuminata da piccoli piaceri quotidiani, una passeggiata, una piacevole lettura, un dolce. Tutto per spezzare una vita in cui l'amore è una illusione amara, e quel che resta della famiglia è un impegno reso a volte gravoso dall'egoismo dell'età. La famiglia in apparenza perfetta della Tilbury diventa presto più che lavoro per Jean, al punto da esserne affascinata, risucchiata perché rappresenta il sogno ricercato, negato. Eppure Jane non può disattendere il suo incarico, scoprire la verità su Gretchen. Possibile davvero che la piccola Margaret sia nata per partogenesi? Cosa è davvero accaduto nella clinica che ospitava Gretchen? Cosa ricordano le pazienti della clinica? E chi è davvero Gretchen? Così perfetta da sembrare irreale? E quanta devozione nel marito Howard, un uomo gentile e premuroso, che sembra spezzare i dubbi di Jane sulla possibilità di essere felici ancora.
In un tempo spezzato da rimorsi, ricordi smarriti, nuovi inizi, coincidenze scorre una storia di un'intensità emotiva che spiazza per la veridicità dei suoi personaggi, su tutti Jane.
La narrazione della Chambers evoca suggestioni di una società ancora condizionata da pregiudizi in un tempo scandito dagli sguardi indagatori della gente, dove le legittime aspirazioni di una donna devono essere soffocate.
L'espediente narrativo della Chambers, ispirato da un fatto di cronaca, è occasione per descrivere la Londra del dopoguerra, la condizione femminile, la società tutta. Intanto nello straordinario caso di Gretchen tutto si rivela un terribile inganno del destino.
Un romanzo appassionato.



