mercoledì 28 dicembre 2011

"Tre atti e due tempi" di Giorgio Faletti

Difficile vincere i pregiudizi.. ho provato a farlo leggendo l'ultimo libro di Giorgio Faletti. Una manciata di pagine su un personaggio, Silvano Masoero, detto 'Silver', responsabile del magazzino di una squadra di provincia di lì a un passo dal salire in serie A. La storia, di stretta attualità, racconta di una combine tra giocatori, dirigenza sportiva e malavita per vendere l'ultima partita di campionato. Di mezzo anche il figlio di Silver, Roberto, giocatore di punta della squadra.
E' lui che Silver vuol proteggere, è a lui che Silver vuol evitare il carcere, esperienza che lui ha provato per lo stesso errore trent'anni prima. Nel volgere dei novanta minuti di una partita, sfidando l'evento inatteso e la sorpresa sui volti di chi, in trappola, incarognito vorrebbe tirar giù lo stadio Silver pareggerà definitivamente i conti con il suo passato, riacquisterà credibilità agli occhi del figlio e la forza di guardare avanti con più fiducia.
Tempo di lettura: non più di 50 minuti. La narrazione di Faletti è scarna, puntuale, quasi asettica. Si ha l'impressione di un compito ben svolto, ma né il suo personaggio, né l'evoluzione della storia -che si immagina serrata- lasciano traccia. Dispiace ma nei confronti di Faletti.. il pregiudizio -che scriva ma non sia uno scrittore- resta.

"La fidanzata inopportuna" di Natasha Solomons

Elise ha diciannove anni. La sua mente è presa dai biscotti da rubare di notte in dispensa, dai balli a cui partecipare, le passeggiate in riva al Danubio, le chiacchiere della cuoca e i dispetti da fare alla sorella appena sposata.
Ma è il 1938. Elise abita a Vienna. E' ebrea e l'Austria è appena stata annessa alla Germania.
Figlia di un eclettico e brillante scrittore e una cantante d'opera decisi a lasciare quanto prima il paese, Elise è spinta a cercar lavoro in Inghilterra, per sfuggire a qualcosa di terribile che la comunità ebraica avverte come imminente, inderogabile.
Totalmente priva di esperienza, giovane e irriverente borghese, spirito libero Elise faticherà a vestire gli abiti di cameriera ma Tyneford House, sula costa del Dorset, diventerà presto la sua seconda casa e i Rivers la sua nuova famiglia.
Innamorata del giovane rampollo dei Rivers, Kit, Elise cullerà il sogno di riabbracciare i suoi genitori, amare ed essere riamata.. ma non si può cancellare il passato né fuggire al presente, ai venti di guerra che impattano gelidi e impietosi sulla costa del Dorset travolgendo Elise e la sua nuova vita, sprofondandola nel dolore più cupo.
Decisa a non lasciarsi vincere dagli orrori del conflitto mondiale Elise maturerà una profondità di carattere insperata, figura essenziale ai Rivers e all'intera comunità di Tyneford, consapevole che "chi ha sofferto grandi dolori e ne ha conosciuto la fine si sveglia ogni giorno avvertendo il piacere del sorgere del sole".
Una prosa leggera, la storia del nostro '900 da sfondo ad una storia di amore e speranza, un personaggio femminile in cui è facile immedesimarsi. Peccato per il titolo italiano del romanzo, volutamente puntato a relegare la narrazione della Solomons nel genere romance più banale. Titolo originale dell'opera, capirete, molto più rispondente.. 'The novel in the Viola'.

martedì 27 dicembre 2011

"La seconda mezzanotte" di Antonio Scurati

Inquietante.. quanto può esserlo il futuro che sarà e che ci ostiniamo a non voler riconoscere.
Questa è la Venezia del 2092, distrutta e ricostruita a puro uso dei turisti, stretta nel pugno di ferro dell'egemonia cinese che impone leggi, ordina la morte, schiavizza, vieta la procreazione, lascia che sia tutto un continuo baccanale autodistruttivo.
Non c'è più libertà, non c'è più speranza, prigionieri di una città fantasma, corrosa nell'animo come le facciate dei suoi palazzi lo sono dalle piogge acide, chiusi fuori da un mondo spartito da poche potenze, un atlante geopolitico stravolto, un sud del mondo emarginato e costretto a mendicare avanzi di vita, una civiltà distrutta, abbruttita, annientata finanche nei ricordi, semplicemente cancellati perchè non ci sono che pochi testimoni di un tempo in cui la normalità abitava la vita di tutti. Niente suoni di campane a Venezia, niente espressioni di fede, niente cieli azzurri solo panorami artificiosi, solo divertimento sfrenato. Un ritorno alla barbarie in cui sangue, violenza e sesso estremo appagano i ricchi e tengono in vita i derelitti. Così un gruppo di gladiatori, così il Maestro, così il suo guerriero preferito Spartaco. In loro l'ansia della ribellione, la voglia di dare un senso alla propria misera esistenza, un ultimo sussulto di vita in loro che sono morti che camminano, il Maestro per tutelare quella vita che ha generato sfidando la legge, in Spartaco per placare la vendetta dello stupro di gruppo che ha annientato la sua donna. Entrambi motivati vedranno le loro folli ambizioni soffocate dall'efferata spietatezza della potenza e dall'ambizione più grande.. sacrificare tutto per sopravvivere.. a dispetto del prezzo più alto da pagare, vivere sapendo di aver tradito chi crede in te.
Non c'è che un'eterna mezzanotte su Venezia? Non c'è che da guardare impotenti agli orrori di politici, potenti, affaristi pronti a tutto per il proprio interesse? Forse.. ma la violenza a tratti cruda della narrazione di Scurati può suggerire che uno scenario apocalittico potrebbe essere la nostra prossima realtà se non corriamo ai ripari.

"Occhi negli occhi" di Roberto Perrone

"Essere migliori non significa non avere difetti. Tu ne hai, eccome. Ma hai fatto per lui cose che lui non ha mai fatto per te. Anche essere qui, oggi. Dammi retta. Va' per la tua strada".
Australia. In una piccola cittadina di provincia un violento incendio squassa la piccola scuola elementare; sarebbe una strage se un uomo.. uno straniero.. non avesse rischiato la sua vita per mettere in salvo tanti bambini e bambine. L'uomo giace in fin di vita in ospedale. E' un eroe. Per gli australiani il nome dell'uomo dice poco ma in Italia quel nome evoca un mistero irrisolto: è Michele Monari, illustre giornalista, romanziere di successo, scomparso nel nulla da più di dieci anni.
A scrivere di Michele, a dipanare la matassa di una storia che sembra fatta per uno scoop in prima pagina l'amico di una vita: Sebastiano Schiappacasse. Un pingue cinquantenne giornalista sportivo, felice dei suoi piccoli traffici di lavoro, conquiste e amicizie. Il suo unico conto in sospeso è proprio Michele, l'amico di sempre, l'amico per cui si è rinunciato a tutto, per cui si è sempre perso tutto, lui eterna spalla di una coppia travolta dalla forte personalità di un uomo destinato a chiedere senza mai dare. In un viaggio insperato e avventuroso per le terre australiane Sebastiano riuscirà a scrivere la storia che tutti si aspettano e capire Michele, perdonarlo, perdonarsi e andare avanti, non più intimorito dai rapporti umani ma deciso della svolta da dare alla sua vita, grazie a un incontro insperato e di travolgente autenticità.
"Non sono migliore di Michele. Ho condotto la mia vita appena oltre i cinquant'anni cercando di evitare i grandi contrasti, le trivellazioni nelle profondità dei rapporti umani, gli eccessivbi coinvolgimenti nei sentimenti più forti, miei e del prossimo (...) Entrambi abbiamo condiviso la necessità di non superare un limite ben preciso, di non darci mai completamente agli altri, tenendo sempre aperta una via di fuga (...) E' venuto il momento di affrontare la vita, anche nei suoi aspetti più sgradevoli. Immagina di seguire un corso di aggiornamento su come trattare le persone, gli esseri umani, specialmente quando non ti piace quello che succede, soprattutto quando devi affrontare il dolore degli altri che spesso è più insopportabile del nostro".
Una scrittura quella di Perrone semplice, sensibile, accorata che coinvolge il lettore.

lunedì 26 dicembre 2011

"Mrs. Parkington" di Louis Bromfield

"Sembra debole e fragile, ma non lo è. E' resistente come un giunco e forte come un leone, di quella forza che nasce dall'esperienza, dalla saggezza e da un perfetto adattamento alla vita. Chiunque può sentire la sua forza, e per questo tutti ricorrono a lei quando sono nei guai".
Cameriera in uno sperduto paese di confine del Nevada tra minatori e sogni infranti la giovane Susie decide di seguire l'affascinante, rude e prepotente maggiore Gus Parkington, ai suoi occhi innocenti, poco più che un affarista spregiudicato. Catapultata nel bel mondo newyorkese Susie si trasformerà in una donna di classe, capace di conquistare l'alta società con grazia ed eleganza innate e uno spirito buono e assennato che faranno di lei con gli anni una donna saggia, ammirata e sempre rispettata. L'unico vero punto di riferimento della ricchissima famiglia Parkington.
In là con gli anni, sempre dotata di uno spirito accesso e un'intelligenza vivace Mrs. Parkington farà i conti con il passato, guardando con obiettività al grande amore della sua vita come ad un ladro convinto che solo chi osa ha diritto ad avere denaro, fama e potere. "..uomini convinti che l'intelligenza, l'onore, la civiltà e la saggezza fossero cose da comprare un tanto al chilo".
Una donna, la vecchia Mrs. Parkington, capace di leggere nella lunga vita avventurosa, costellata di dolori e rinunce -su tutte la morte degli amatissimi figli maschi- l'occasione per essere di supporto ad amici, nipoti e pronipoti. "La morte è una cosa netta, chiara, che non ammette compromessi, e alla fine si impara ad accettarla, ma quello che vedeva nella vita dei nipoti era ripugnante, perché divorava progressivamente la felicità, la salute, il decoro e il rispetto di sé".
A cavallo tra '800 e '900, tra guerre mondiali e crisi economiche si dipana la saga di una famiglia, la storia straordinaria di una donna forte, bella e risoluta, osservatrice di una società in evoluzione dove non trovano più posto presuntuosi affaristi ma gente concreta ed onesta; dove cogliere il disagio e leggervi il tormento di giovani spaesati, insoddisfatti, in cerca di un posto nel mondo; supporto a una giovane coppia decisa a vincere i pregiudizi di classe per tentare la strada verso la felicità.
Un personaggio intenso quello tratteggiato dall'americano Louis Bromfield; una narrazione coinvolgente che, pur giocata su ricordi e piani temporali sfalsati, tiene sempre desta l'attenzione del lettore; un'analisi precisa della società americana nell'era Roosvelt che si rivela di schiacciante attualità se letta pensando alla crisi internazionale: "va avanti aiutato dalle varie cricche: la sua vecchia scuola, il suo college, il suo club, gli agenti di cambio suoi colleghi, i suoi soci imprenditori. Stanno tutti uniti per un bisogno mentale di sorreggersi l'un l'altro, poichè nessuno di loro ha la forza di reggersi da solo. Sono convinti di avere più diritti degli altri, e di essere geni mandati da Dio a concludere un dato affare o a dirigere una data fabbrica, e perchè hanno avuto l'abilità di guadagnarsi quattro soli, si credono dei privilegiati al di sopra delle leggi e di qualsiasi controllo, e sono convinti di saperla più lunga di chiunque altro su tutto".

domenica 18 dicembre 2011

"Meglio vedove che male accompagnate" di Carla Signoris

Cinque donne, cinque amiche, ognuna col suo carico di vita. Alla soglia dei cinquant'anni più o meno tutte costrette a fare i conti con un quotidiano di felicità e infelicità, soddisfazioni e insoddisfazioni, gioie e dolori legate a uomini che ci sono ma è come se non ci fossero, uomini che sono presenti e pressanti fin oltre misura, uomini che scappano, uomini che parlano ma non sanno ascoltare, uomini che hanno dimenticato cosa vuol dire amare; e ancora: figli, lavoro, aspirazioni negate, desideri repressi, voglia di piacere e piacersi ancora, piccole gelosie, invidie e amarezze. In mezzo la fantasia, la voglia di ricominciare, la grazia e la spietata lucidità di visione delle amiche di sempre, e un'ironia feroce che sdrammatizza anche l'evento peggiore. Un ridere amaro, a tratti compiaciuto, a tratti sferzante.

"Amber" di Kathleen Winsor

Fine XVII secolo. Amber nasce nella casa di un contadino in uno sperduto villaggio della campagna inglese. Ignora i suoi natali, ignora l'amore e il sacrifcio di sua madre disposta a rinunciare alla sua nobile famiglia, alla protezione dei suoi cari per seguire l'innamorato di sempre, l'uomo a cui un tempo era stata promessa e che da un giorno all'altro è diventato il nemico da battere.
Amber St. Clare è un'indomita fanciulla di sedici anni quando incontra in paese l'uomo che cambierà la sua vita: Bruce Carlton, cavaliere rientrato in patria dopo l'ascesa al trono di Carlo II. Decisa a fuggire dal destino di tutte le ragazze di campagna, Amber seguirà Bruce a Londra, abbandonandosi alla passione e intraprendendo un lungo percorso di emancipazione ed evoluzione personale: da timida fanciulla a esperta amante, da attrice ad avida donna d'affari, da spia al soldo dei nemici del re a spietata arrampicatrice sociale. Dal fango di una stia ai saloni sfavillanti della corte, dai baci di un contadino al letto del re. Unica costante di una vita di delirante ambiguità: l'amore per Bruce, che la farà sragionare, arrivare persino ad un passo dalla morte salvo rincominciare da capo la conquista dell'unico uomo deciso a negarle quello che gli altri sembrano felici di donarle: amore, protezione, rispettabilità.
Amber. Un personaggio dalla forte personalità, esempio di spregiudicata ribellione alle tradizioni dell'epoca; un affresco della società inglese di fine '600 capace di tratteggiare protagonisti, ambienti, relazioni, usi e costumi con audace maestria.
Nonostante tutto la Winsor non appare originale nella narrazione al punto che la sensazione lasciata al lettore è di una storia che sarebbe stata allo stesso modo godibile sfrondata di un centinaio di pagine.