domenica 31 ottobre 2010

"La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio" di Enrico Brizzi

L'Italia degli ultimi trent'anni rivisti alla luce dell'avvento dell'uomo che avrebbe impattato nelle vite degli italiani: Sivio Berlusconi. Dalla società dei falsi miti e dei bisogni ingenerati dalle tv commerciali alla discesa in campo dell'imprenditore milanese nel '94 per salvare la sua azienda dal fallimento e la sua persona dai tanti processi in cui è ancora invischiato. Una ricostruzione inframezzata da ricordi ed esperienze personali quella di Enrico Brizzi che non può -visto la stringente attualità- rifulgere per originalità ma inquietante e dissacrante arriva, per quelli che si ostinano a negare l'evidenza, come un pugno allo stomaco.
A onor del vero difficile che accada dacchè solitamente chi legge e si informa utilizzando strumenti alternativi alla televisione fa parte di una sparuta minoranza della società attuale, la stessa che Brizzi si affanna ad analizzare non risparmiando critiche, motteggi e biasimo a esponenti di quella sinistra che non ha saputo o voluto governare quando poteva farlo piegandosi al fascino subdolo del teleimbonitore per eccellenza.

venerdì 29 ottobre 2010

"Benvenuti al sud" regia di Luca Miniero

In testa al box-office da settimane "Benvenuti al sud" per la regia di Luca Miniero è una commedia lieve che fagocita stereotipi e gioca sul lieto fine. Remake del francese "Bienvenue chez le Ch’tis" racconta di Alberto, un direttore di un ufficio postale disposto a tutto per ottenere il trasferimento nell'amata Milano e compiacere così la moglie. Peccato che per arrivarci si finga disabile e si lasci miseramente smascherare. L'alternativa al licenziamento è il trasferimento in un paesino della Campania dove Alberto giunge pieno di pregiudizi. Troverà un piccolo paese arroccato su una collina che domina il mare e gente accogliente e affettuosa che gli insegnerà ad aprire il cuore, aver fiducia nel prossimo e in se stesso.
"Quando vieni al Sud piangi due volte, sia quando arrivi, sia quando te ne vai."
Cast azzeccatissimo -Bisio, Siani, Finocchiaro, Lodovini, solo per citare alcuni- per una storia semplice tra tanti sorrisi e qualche lacrima.

domenica 24 ottobre 2010

"Il sorriso di Angelica" di Andrea Camilleri

Bentornato Montalbano.. bentornato cinquantenne confuso e sbalordito dei propri bisogni d'amore come dalle impetuose gelosie e da una voglia sempre vigile di far rispettare la giustizia. Bentornato ad un commissario di polizia che sogna l'Ariosto e si ritrova poi davanti la sua eroina in carne ed ossa, Angelica.. lei come tanti a Vigata vittima di furti dalle modalità al limite del rituale che sembrano nascondere qualcosa, un segreto forse inconfessabile o solo cieca, cattiva.. vendetta. E forse proprio il sorriso di Angelica inquieta l'ordinaria logica di Montalbano, preso più a interrogarsi sul suo legame con Livia, sulle strampalate bugie accettate più di una confessione di tradimento che a guardare la verità drammatica che ha sotto gli occhi e che si costringe a negare fino a quando inevitabile lo porterà a un passo dalla rovina.
Spumeggiante come sempre la scrittura di Camilleri, la sicilianità vitale dirompe da ogni pagina, così pure l'inevitabile stoccata al governo:
"Dottore non abbiamo personali. Con tutti questi tagli che ha fatto il governo.."
"E hanno macari il coraggio di chiamarli liggi supra alla sicurezza dei cittadini! Semo arridotti, senza macchine, senza benzina, senza armi, senza omini.. Si vidi che sono seriamente 'ntinzionati a favoriri la sdilinquenza"

sabato 23 ottobre 2010

"Il libro dell'amore" di Kathleen McGowan

Solo un paio di anni fa intorno all'opera prima della McGowan scrivevamo:
Un mistero ruota intorno alla figura di Maria Maddalena, dopo secoli una ricercatrice americana sembra essere l’eletta atta a rivelare segreti capaci di cambiare il volto alla storia. Primo romanzo di una triade che si preannuncia dirompente, ‘Il vangelo di Maria Maddalena’ ha conquistato il pubblico di mezzo mondo. Il messaggio che propone è chiaro: “La storia non è ciò che è accaduto. La storia è ciò che è stato scritto”.

Ne 'Il libro dell'amore' l'americana Maureen Paschal ha ripreso le sue ricerche sulla Maddalena, a seguito di un misterioso dono che ha coinvolto i suoi amici di sempre, Bérenger Sinclair e padre Peter Healy: una serie di preziosi indizi per giungere a un testo che non ha eguali, l'unico vangelo scritto da Gesù, donato alla sua sposa e diffuso in Europa dalla stessa e dai suoi diretti discepoli. Un libro che tanti cercheranno e tanti ancora proteggeranno a rischio della propria vita, tra questi 'le elette' iniziate alla dottrina dell'amore, come Matilde di Canossa.
"Ti ho amato prima,
ti amo oggi,
e ti amerò amcora.
Il tempo ritorna
".

Tra verità storiche e finzioni letterarie, riletture romantiche al limite dell'eretico e plausibili intrecci narrativi scorre veloce la scrittura della McGowan il cui limite è quello di "parlare" ad un suo pubblico, teso ad abbeverarsi alle sue fantasioni interpretazioni oltre che perdersi un pò tra i piani narrativi storici paralleli e una sfilza di citazioni letterarie, storiche, artistiche finalizzate a supportare la sua tesi.
Forse è vero quello che sottende il messagio del presunto 'libro dell'amore': chi ha orecchie per intendere intenda.
Evidentemente, non abbiamo inteso!

lunedì 18 ottobre 2010

"L'amante del doge" di Carla Maria Russo

1755, Venezia, il carnevale sta per finire e per Caterina scendere in piazza, mischiarsi alle gente in maschera e raggiungere gli amici alla festa del console inglese, rappresenta forse l’ultima occasione per essere libera, assaporare un pizzico di felicità che la morte del padre e la scelta scellerata della madre di darla in sposa ad un uomo che non ama stanno per portarle via. Ignora che proprio in casa del console incontrerà l’uomo che cambierà la sua vita, l’uomo che la spingerà a farsi padrona del suo destino: Andrea Tron.
(...)
A dispetto di tutto l'amore cresce impetuoso anche là dove è inatteso.
Venezia non avrà il doge che attendeva da anni ma un un uomo politico accorto ai bisogni della gente, onesto e lungimirante. Un uomo che, conscio del disfacimento della sua epoca, abile per una vita nei compromessi tra ruolo pubblico e ruolo privato, saprà farsi avanti e rischiare tutto di sé.
Al fianco, una donna che non avrà eguali nella sua epoca: coraggiosa, audace, condannata da una società di ipocriti censori per le sue idee, l'intemperanza dell'anima che la vuole libera.

Per leggere la recensione n.271 completa cliccate di seguito:
http://www.box.net/shared/fu1esmx1sg

sabato 16 ottobre 2010

"Il paese delle spose infelici" di Mario Desiati

“In un luogo dove le spose erano infelici fece stupore quello che accadde un marzo mite del 1990”, quando una giovane donna vestita da sposa entrò nelle placide acque di un torrente catturando gli sguardi di un gruppo di operai in pausa pranzo. Il torrente è il Taras, un rigagnolo che si spegne a mare all’ombra nera dell’Ilva, l’impianto siderurgico alle porte di Taranto. La sposa, una donna che avrebbe rapito cuori, turbato anime e inquietato i sogni di generazioni di uomini tra le vie lucide e acciottolate di Martina Franca. Tra questi Zazà e Veleno, guascone e trascinatore impavido l’uno, silente osservatore l’altro. In mezzo la vita di paese, gli anni dell’adolescenza tra campetti di calcio e scorribande, macchiette e fanfaroni di piazza, pruderie e pettegolezzi. Ai margini l’indolenza di una vita che si può fallire anche nei gesti quotidiani ripetuti, in scelte che paiono definitive, proprio come quelle delle tante spose infelici. E che trova riscatto nell’amore vero, quello che insegna a dare e non chiede, quello che cura le ferite dell’anima e la pigrizia del cuore, quello impastato di pazienza e sacrificio.

Per leggere la rec. n. 272 "Il paese delle spose infelici" di Mario Desiati clicclate qui:

http://www.box.net/shared/g60do0taxc

sabato 9 ottobre 2010

"Marina" di Carlos Ruiz Zafón

Opera prima dall'autore spagnolo Carlos Ruiz Zafón, più volte rimaneggiato, pensato inizialmente come lettura per ragazzi 'Marina' ha in sé tutte le caratteristiche di una scrittura che conquisterà lettori in tutto il mondo (va da sé il successo internazionale de 'L'ombra del vento'): magia, mistero, un confine indistinto tra fantastico e reale, personaggi autentici, e lei Barcellona.
Barcellona. Fine anni '70.
Oscar è un adolescente, confinato in collegio per volere di due genitori sempre in viaggio.
Ogni pomeriggio intorno alle 17.00, libero dagli impegni di studio Oscar va alla scoperta della città e sogna ad occhi aperti, immaginando avventure, vivendole nella sua mente, salvo imbattersene in una vera quando attratto da un giardino di una casa cadente e da un gatto nero con un passero morente tra gli artigli Oscar si imbatte in Marina, una bellezza eterea poco più grande di lui che vive sola con il vecchio padre pittore malato, che ha smesso di dipingere dal giorno della morte della moglie cui Marina assomiglia tanto.
L'avventura più grande per Oscar non sarà solo innamorarsi di Marina, vivere le emozioni, il conforto di una vera famiglia cui finirà per rifugiarsi in ogni momento libero ma la donna velata che posa la rosa rossa su una tomba salvo poi svanire nell'ombra, la serra spettrale che ospita inquietanti burattini o corpi senza vita?, l'album di fotografie di orripilanti scherzi della natura, l'odore di putrefazione che precede l'orrida presenza che sembra voler ghermire la vita da chi gli si avvicina e ancora scoprire in un passato recente la pazzia di un uomo che sperò di sostitursi a Dio, ridando vita a corpi già morti.
Un mistero agghiacciante per due ragazzini, un'avventura irreale al punto da sembrare frutto della fantasia, in una città dal doppio volto: gotica, inquietante al tramonto; splendida, ridente al mattino.
Poi Oscar si perderà, per una settimana nessuno saprà nulla di lui.
In realtà Oscar non è si è mai allontano da Barcellona, ha solo dovuto confrontarsi con un mistero a cui nessun uomo ha mai saputo rispondere: il mistero della vita e della morte.
"Il tempo non ci rende più saggi, solo più vigliacchi"

Pur rubando tanto alle atmosfere dei romanzi gotici e fantastici la scrittura di Carlos Ruiz Zafón è semplice, a tratti ipnotica, a tratti evocativa, immaginifica. Il risultato è che pare impossibile staccarsi dal libro se non quando si è giunti all'ultima pagina. L'effetto è di quando nella tradizione contadina i vecchi raccontavano storie agghiaccianti intorno al fuoco per spaventare i piccini, e non solo!