martedì 14 agosto 2012

"La donna dalle mani di pioggia" di Wolfram Fleishhauer


“Il disgelo non portò niente di buono. Quando, nella primavera del 1867, il ghiaccio iniziò a creparsi e sulla Senna si staccarono le prime lastre, qua e là ci si trovò dentro un pezzo di essere umano”.
Parigi 1867 l’Esposizione Universale promette di stupire il mondo, turisti di ogni dove affollano le vie della città che Haussmann sta ridisegnando per soddisfare la grandezza di Napoleone III. Niente e nessuno deve rovinare l’inaugurazione né turbare il clima di festa che si respira in città, eppure qualcosa, qualcuno sfugge ai controlli ferocissimi della polizia benché non si capisca perché un infanticidio rechi in sé un tale allarme. La madre della piccola vittima si dichiara innocente, il suo avvocato indaga con l’aiuto di due amici e di un giornalista pronto a tutto per uno scoop ma la verità si dipana davvero solo in un finale scritto ben più di un secolo dopo da mani che affondano nella pioggia e nel silenzio assordante del dolore. 
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domenica 12 agosto 2012

"Olivia ovvero la lista dei sogni possibili" di Paola Calvetti

"Serendipità: sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa non cercata mentre se ne sta cercando un'altra, ovvero l'essere disposti, mentre si cerca qualcosa di ben determinato, a trovare altro, ad accogliere mondi, visioni e riflessioni che non ci eravamo aspettati di incontrare".
Mancano pochi giorni a natale, una nevicata improvvisa tinge tutto di bianco. Olivia, "trentatré anni.. quanto basta per essere stata delusa un migliaio di volte, ma abbastanza pochi per lasciarmi ancora sorprendere", incespica nei passi impedita da uno scatolone che regge a fatica. Dentro i segni del tempo trascorso in un'azienda che si è appena liberata di lei. 
Welcome, lampeggia all'ingresso di un bar tabacchi. Per Olivia è un invito che non si può rifiutare, una parola buona, la prima parola buona e sensata della giornata. E, complice il sorriso gentile del giovane cameriere Olivia ha il tempo di calmare i battiti del cuore, spulciare nello scatolone e lì, ritrovare i suoi scritti, le foto scattate dalla vecchia polaroid e ripensare alla sua vita, alle parole della nonna, ai genitori, alla sua migliore amica Sarah, ai sogni di bambina che non sapeva cosa diventare da grande, ai buoni propositi che si affacciano in una giornata in cui tutto sembra andare male e che invece riserva infinite possibilità. Quello di Olivia è un viaggio in se stessa, un modo per liberarsi dai pesi delle aspettative per aprirsi ad un nuovo inizio con la poesia di piccoli rituali necessari a dare forma ai sentimenti: formulare liste, scattare foto, collezionare parole.
E scoprire che "accadono eventi che non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro, collegati tra loro in una bizzarra successione guidata dalla casualità".. per cui chi ha sfiorato la nostra vita più volte, un'anima dolente e necessaria come Diego, è lì davanti a noi, questa volta, per collidere. "Amami e basta!".

Impossibile non amare Olivia. La sua fragilità, la sua istintiva simpatia, quel suo fondersi al mondo a dispetto dei dolori, dei tradimenti, degli addii. Olivia continua ad avere fiducia nel prossimo. Ha in sé valori positivi, strumenti per discernere il bene dal male, anticorpi per reagire al cinismo dei tempi moderni, e una valigia di speranza che le fa dire che "l'infelicità è non avere abbastanza desideri".
Un personaggio quello di Olivia, pur nelle sue piccole eccentricità, fortemente reale. Semplice, sincera, dal sorriso e dall'animo puro e disarmante. Come un raggio di sole capace di illuminare la notte più buia.
Una storia dolcissima, leggera, un messaggio d'amore semplice. Una lettura che fa bene al cuore.
"E' stato scritto su un muro 'siate felici con prudenza' e io voglio essere una falena noncurante del sole e vivere tra la luce voltando le spalle a notti troppo nere".

sabato 11 agosto 2012

"Cinquanta sfumature di nero" e "Cinquanta sfumature di rosso" di E.L. James

 "Sono morto mille volte oggi".
Così si esprime Christian Grey dispotico e affascinante giovane miliardario al timore di perdere l'amata Anastasia Steele. Dal loro primo impacciato ed imprevisto incontro sono trascorsi solo pochi giorni necessari a spingere l'uno nelle braccia dell'altro al punto da pensarsi, di più sapersi l'uno indispensabile all'altro.
Ma Christian Grey non è uomo semplice. L'impulso che l'ha spinto a volere Anastasia è una diabolica proposta di sesso estremo, un patto che metta lei nelle condizioni di sottomessa, e che consenta a lui di controllare tutto reprimendo ogni forma di sentimento.
Quello che l'affascinante Christian Grey non ha messo in conto è proprio il sentimento.. l'amore. Perché Anastasia è la prima donna a fargli pronunciare le parole 'ti amo', la prima per cui mettere tutto, anche i preziosi giochi proibiti, in discussione.
Nuovamente l'uno nelle braccia dell'altro Christian e Anastasia dovranno vincere mille ostacoli, ex sottomesse fuori di testa; maniaci ricattatori in odor di vendetta e soprattutto il passato di Christian, doloroso e problematico e il difficile relazionarsi di una coppia di testardi incapaci di recedere dalle loro posizioni, dubbiosi della fiducia tra loro anche quando la felicità sembra a un passo.

Fin qui la storia.. va da sé a lieto fine. Con tanto di catarsi e redenzione del protagonista. Ma è necessario tornare sulle parole scritte qualche tempo fa sul primo episodio delle avventure immaginate dalla James
e confessare che mai come in questo caso la prima impressione risponde alla verità: il libro è pessimo, sotto ogni punto di vista. Parliamo di centinaia di pagine inutili, ma totalmente inutili, faticose da leggere. Il lettore avverte con estrema chiarezza tutti gli espedienti  messi in atto dall'autrice per 'allungare il brodo' della storia. Al di là dell'assurdità dei personaggi, del fatto che non facciano altro che fare sesso -e questo dovrebbe essere la parte che alletta le fantasie delle donne al punto da spingere, che so.. il The Guardian a commenti del tipo 'quello che ogni donna vuole, ovviamente'- spacciandolo per erotismo, il libro è scritto proprio male. La banalità delle espressioni verbali, i dialoghi rubacchiati ad uno slang da adolescenti narcotizzati, la punteggiatura e l'alternarsi di maiuscole/minuscole usata per enfatizzare le frasi, tipo "Lasciala. In. Pace" fino allo scambio costante di mail con firme demenziali limitanti il relazionarsi umano e alla reiterazione di frasi intere. E l'ovvio contagia i concetti base della storia che rasenta il ridicolo: più che il sesso strombazzato al punto da annoiare, dovrebbe inorridere l'idea del per sempre proposto da 'un tipo' che più che il principe azzurro veste i panni di cavaliere oscuro/stolker e da una 'tipa' che inaspettatamente.. ma giusto lei.. ha i canoni della santa alla io ti salverò.
Quello che è passato e sta passando come il caso editoriale dell'estate è un bluff costruito a tavolino. Buono solo a farsi due risate..

domenica 5 agosto 2012

"Galeotto fu il collier" di Andrea Vitali

"Insomma maresciallo, scusate se ve lo dico, ma noi siamo carabinieri. Mica c ipossiamo inventare di aver trovato la pentola col tesoro sotto l'arcobaleno!"
Piccolo mondo antico in quel di Bellano.
Estate del 1930. Una comitiva di svizzeri porta lo scompiglio sul lago. Fra tutti l'avvenenza e l'irrequitezza della bella Helga strega il giovane Lidio Cerevelli, erede di un'impresa edile, costretto dalla madre Lirica a lavorare né più né meno che come un dipendente sino al giorno in cui lei lo riterrà maturo, giorno che porebbe coincidere con le sue nozze, nozze con una italiana va da sé.
Deciso a tutto per conquistare la bella Helga, Lidio adotterà un comportamento irreprensibile in famiglia e sul lavoro per raggranellare il denaro necessario alla fuga d'amore salvo imbattersi in una fortuna insperata nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione: un vero e proprio tesoro in monete d'oro.
Peccato che non sarà il solo a trovare le monete, una delle quali sarà donata al professor Cerretti, illustre chirurgo e buon confidente della signora Lirica, che proprio al Lidio ha pensato come marito per la sua nipotina orfana Eufemia, un cosino insignificante e brutto capitatogli per disgrazia in casa. La moneta del Cerretti, trasformata in una collana per la bella e sciocca moglie Olghina, attirerà le attenzioni di tanti e spingerà molti a farsi domande: avvocati, geometri, prevosti, manovali e i camerati in camicia nera che di osservare e riferire hanno fatto punto d'onore, magari pure le forze dell'ordine: il maresciallo Maccadç disturbato nei suoi giorni di ferie e il brigadiere Mannu, deciso a far il meglio in assenza del suo superiore.
Ne verrà fuori una esilarante e imprevedibile caccia al tesoro che contenterà tutti e nessuno: tra insospettabili conversioni di manzoniana memoria, matrimoni forzati, tradimenti e malattie nervose.. su tutte la colite della Lirica.
"Fu però grazie all'osservazione dell'Eufemia che il Cerevelli notò la coincidenza: come da calendario, la Befana gli era piombata in casa. A differenza dell'altra quella che aveva appena sposato non se ne sarebbe andata".
Divertente come al solito la narrazione del Vitali, certosina l'inarrestabile proposizione di facce, nomi e caratteri di un'Italia a noi già così lontana, una provincia di storie minime in cui è facile ritrovarsi e perdersi.

sabato 4 agosto 2012

"L'arte di ascoltare i battiti del cuore" di Jan-Philipp Sendker

"L'amore ha tante forme differenti, Julia, tanti volti, che la nostra fantasia non basterebbe a immaginarli tutti. La difficoltà sta nel riconoscerlo quando ce l'abbiamo davanti"
"E perché mai dovrebbe essere così difficile?"
"Perché vediamo solo quello che conosciamo. Siamo convinti che gli altri siano capaci di fare solamente ciò che sappiamo fare anche noi, nel bene e nel male. Per questo rioconosciamo come amore solo quello che corrisponde all'immagine che ne abbiamo. Vogliamo essere amati così come amiamo noi. Ogni altro modo ci è estraneo, lo guardiamo con dubbio e sfiducia, ne fraintendiamo i segni, non capiamo la sua lingua. Accusiamo. Affermiamo che l'altro non ci ama. E invece forse ci ama in un modo tutto suo, che noi non conosciamo. Capirà meglio ciò che intendo, spero, quando avrò finito di raccontarle la mia storia".
E la storia che l'anziano U Ba racconta a Julia, in un piccolo ritrovo di uno sperduto villaggio birmano sembra una favola, perchè parla di un uomo e una donna il cui amore li ha portati a ritrovarsi dopo cinquant'anni di separazione, un amore che "infonde un senso alla vita, che non obbedisce alle leggi dle degrado e della rovina, che ci fa crescere e non conosce confini".
Ma Julia, giovane avvocatessa in carriera, non crede alle favole.. né che l'uomo della storia sia suo padre, scomparso all'improvviso quattro anni prima.
Eppure proprio per sapere aveva mollato tutto per volare dall'altra parte del mondo, ricostruire i primi vent'anni di vita del padre, sconosciuti a tutti, e chissà.. incontrare Mi Mi, la donna che aveva amato sopra ogni cosa, a dispetto della sua brillante vita negli Stati Uniti, a dispetto di una famiglia, in apparenza felice.
L'uomo buono, silenzioso, coscienzioso, determinato che Julia aveva amato chi era davvero?
Forse una persona ancora più straordinaria.. o semplicemente un uomo a cui la vita e alcune persone speciali avevano insegnato che la paura che tende a sopraffarci può essere vinta da una forza ancora più grande: l'amore.
L'amore.. è lì la chiave di tutto. L'amore guida un bimbo abbandonato da tutti, cieco, ammalato a farsi aiutare, a credere in stesso, ad ascoltare, a lasciarsi guidare dagli altri sensi fino a percepire il mondo nella sua interezza, nella sua potenzialità, fino a scontrarsi con un altro corpo e fargli dire 'il tuo cuore, sento il tuo cuore che batte'.. in mezzo ai rumori, in mezzo alla vita che scorre... e apprezzare a pieno tutto.
E così superare le difficoltà, le disabilità e infine la separazione perché mosso da una certezza indiscutibile: "Amo e sono amato. E' tutto lì. Così semplice, così complicato. Era sicuro del suo amore, dell'amore di Mi Mi com'era sicuro del suo corpo. Nessuno avrebbe potuto togliergli quella felicità".
Quella storia aveva appreso Julia da un vecchio in Birmania.. un vecchio che sembrava aspettarla da tempo, un vecchio solo in apparenza.. un uomo che le aveva insegnato a credere nelle favole, che le aveva restituito suo padre e fatto dono della sua eredità: l'amore.

Un racconto tenerissimo, un viaggio alla scoperta di noi, una scrittura salvifica, emozionale, dirompente.
"Non c'è niente, nel bene e nel male, di cui l'uomo non sia capace".

venerdì 3 agosto 2012

"Il principe dei gigli" di Hans Tuzzi

"Questa era dunque l'Italia: miseria e nobiltà, eleganza e cafonaggine, genio e servilismo. Conformismo e parcheggio selvaggio. Infinita miseria, non già materiale, bensì morale, e ogni giorno una miseria in più. Ma anche, dignità, nobiltà, pazienza: povere minoritaire virtù reiette, relegate nei pagi come le ombre degli antichi lari da una religione tracotante e vincente: quella dei soldi, del clacson, della furbizia".
1982. Primavera. Spelta. Paesino dell'Italia centrale. Congresso internazionale di bibliologia.
Un gruppo eterogeneo di illustri ricercatori, docenti universitari, esperti del settore, editori affolla le aule della Feral, Facoltà Europea di recupero delle Antichità Librarie.
Tra il pubblico anche il commissario di polizia Melis in veste di accompagnatore della bella Fiorenza, sua moglie, a Spelta in qualità di editore.
Nulla, se non la comprensibile agitazione degli organizzatori, lascia presagire quel che di lì a breve porterà scompiglio al congresso, a poche centinaia di metri dall'aula magna dove si discute di libri antichi.
Il corpo di uno studente, giace privo di vita.
Fidando nella collaborazione di un ufficiale dei carabinieri, ed esortato dal rettore dell'università, Melis investigherà tra insospettabili bibliofili.
Chi era davvero la vittima? E quale legame lo univa ad un noto spacciatore di droga rinvenuto cadavere in un giardino pubblico? Cosa aveva scoperto il giovane studente? O qualcosa c'entrava l'amore osteggiato per la figlia di un noto imprenditore? O l'illusione del plauso del mondo accademico per qualcosa che si credeva cerduto per sempre.. o ascrivibile alla leggenda?
Forse la verità è sotto i nostri occhi, e a volte siamo troppo ciechi per vederla.
"..il primo libro stampato in Italia.."

La figura del commissario Melis è ben tratteggiata. Intrigante l'ambientazione, decisiva la scelta temporale dell'azione -i primi anni '80- eppure 'Il principe dei gigli' pare giusto un compitino ben svolto; una scrittura, quella di Tuzzi, lineare che stenta nel ritmo e non scalda il cuore.

mercoledì 1 agosto 2012

"L’età dell’oro" di Gore Vidal


“Peter si chiese cosa fosse un popolo libero. Gli americani erano forse mai stati liberi da una classe dominante che spesso agiva contro la volontà della maggioranza, da cui invece avrebbe dovuto trarre la sua legittimazione politica?”
Ravello. Italia. Peter Sanford risponde alle domande del giovane e brillante giornalista Aaron Burr Decker sul novecento, su quello che la stampa considera il secolo americano. Per Peter è un tuffo in una stagione passata, fatta di ricordi, duri scontri e battaglie in nome della libertà. Dalla prima convention per le presidenziali del ’40 alla guerra, dall’elezione di Truman allo spettro del comunismo. Ma tornare indietro con la memoria è anche un modo per ricordare zia Caroline, il difficile rapporto con il padre Blaise che gli preferiva il genero opportunista Clay, l’amore per la bella Diana, il ricordo della sorella Enid e degli amici Aeneas, Billy, Timothy mentre sullo sfondo rimbombano lontani i venti di guerra, del mistero sull’attacco a Pearl Harbor e della guerra fredda.

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