lunedì 15 agosto 2011

"Non esiste saggezza" di Gianrico Carofiglio

"Le cose non esistono se non abbiamo le parole per chiamarle".
Racconti più o meno brevi in cui leggere fra le righe speranze e dolori, sfiorare la disperazione, vincere la difficoltà della solitudine, squietare l'animo umano, interrogarsi, come fa spesso l'uomo con cui i diversi protagonisti si rapportano (uno, nessuno, centomila dietro cui si cela l'autore): così troviamo donne in fuga da insospettabili gesti crimianli dotate di una lucida e composta armonia di pensiero: 'la saggezza non esiste, non esiste vecchiezza e forse nemmeno la morte'; bambine comparse all'improvviso su un tratto di strada a far giustizia a dispetto della ragione stessa, e ancora ragazzetti in cerca di una guida negli anni difficili dell'adolescenza, poliziotti che svelano le proprie abilità dialettiche e comportamentali o ammettono impotenti il nulla dietro un'indagine fallita; e su tutte Natalia Blum, una vita parallela sulla carta stampata o forse espressione di una fantasia forzata sfuggita alle pagine dell'autore stesso.
Una narrativa piana, leggera, scrupolosa capace di leggere nel non detto o come suggerisce Tex Willer nel "tempo fra le vignette, è lì che succedono le cose importanti".

domenica 14 agosto 2011

"La memoria vegetale" di Umberto Eco

"Il ritmo della lettura segue quello del corpo, il ritmo del corpo segue quello della lettura. Non si legge solo con il cervello, si legge con il nostro corpo tutto intero, e per questo su un libro si piange, si ride, e leggendo un libro di terrore ci si rizzano i capelli sul capo. Perchè anche quando sembra parlare solo di idee, un libro ci parla sempre di altre emozioni, e di esperienze di altri corpi".
Memoria organica, quella custodita nel cervello dell'uomo, memoria minerale, quella sviluppata dall'uomo incidendo pietre e tavolette d'argilla, e su tutte la memoria vegetale, perchè su papiri prima, carta da stracci e carta tratta dal legno l'uomo ha impresso i propri pensieri, i propri ricordi, la propria storia. I libri insomma sono sempre esistiti, i libri sono il miglior esempio di memoria vegetale e l'amore per i libri è proprio della bibliofilia. Senza eccedere però.. senza degenerare nella bibliomania, senza giunger ad estremi e pazzie per metter mano a un libro, possederlo per poi nasconderlo al mondo, farne oggetto di amore ossessivo.
Raccogliendo brevi saggi, interventi, articoli, scritti privati Eco prende per mano non solo il bibliomane ma il curioso per raccontargli di amori folli per i libri, curiosi, compulsivi e biblioclasti regalandoci dissertazioni dotte ma anche viaggi surreali in cataloghi ricchi di libri dai titoli originali e tematiche strambe.
Un prezioso volumetto da non perdere.

sabato 13 agosto 2011

"Colpiscimi" di Olivia Corio

"Perdonerà.. Non lo farà per bontà d'animo, ma per amore della libertà. I rancori sono catene alla caviglia, e lei è una che ama correre".
Mettete una giornata qualunque, il traffico in una grande città.
Mettete un uomo che corre in auto perchè la moglie in ospedale dopo una crociata di infinite pene sta per mettere al mondo un figlio.
Mettete una ragazza in bici che sta per mostrare all'uomo con cui ha avuto una relazione il test di gravidanza che ha in borsa.. positivo.
Mettete insieme le vite di queste persone.. un drammatico incidente e una concatenazione di eventi. Aggiungete la vita spenta di un uomo anziano di provincia, una sessantenne che sente battere ancora il cuore, una trentenne che non si accontenta del nulla, un infermiere disperatamente solo, un poliziotto deciso a fare bene il suo lavoro, un soccorritore con la testa alla musica e il cuore altrove, e un giovane incerto su tutto tranne che sul suo look.
Avrete poche ore, pochi mesi di vita di gente qualsiasi nel vuoto assoluto del quotidiano. Incertezza, anafettività, silenzi, ma anche sogni, aspirazioni, bisogni, un senso di indicibile felicità. Perchè si può resistere a tutto, si può sopportare tutto ma non la debolezza del cuore.
Una scrittura tagliente, asciutta, a tratti impietosa che stringe il lettore nella morsa dell'azione narrativa trattenendolo fino all'ultima pagina. Un esordio indiscutibilmente riuscito.

"Montaigne. L'arte di vivere" di Sarah Bakewell

"I brutti frangenti sono ovunque per cui faremmo meglio a passare questa vita terrena con un pò di leggerezza e superficialità".
Sprofondare in un saggio su Montaigne di 400 pagine e perdere il contatto con il mondo esterno? Si può.. si deve quando la scrittura è quella di Sarah Bakewell e la biografia quella del genio creatore degli Essai.
Attualissimo, Montaigne fece nel XVI secolo quello che nessuno aveva mai fatto prima, scrivere di sé, interrogarsi sul mondo circostante, su qualunque argomento, deciso a capire come vivere e non indicando come gli altri avrebbero dovuto vivere. Eccentrico, un pò smemorato, un felice assertore dell'immedesimazione, del cambio di prospettiva per cogliere sfumature, e dunque capire.. ad esempio capire le motivazioni che guidavano il comportamento umano ma anche le emozioni degli uomini spiati nel loro quotidiano.
Scorrendo la sua vita, le sue aspirazioni, la sua amicizia con Etienne de la Boétie, il ritiro dagli incarichi pubblici, i viaggi, la famiglia, le letture, il confronto con le filosofie ellenistiche e i contemporanei, e tutti quelli che dopo la pubblicazione dei suoi saggi avrebbero lodato o criticato il suo pensiero quando non anche il suo modo di scrivere, l'autrice dona al lettore strumenti per la comprensione di Montaigne e del suo tempo ma anche interessanti stimoli per leggerne la sua opera, adattabile ad ogni epoca, ad ogni predisposizione mentale. Una bizzarra ed erudita forma di intrattenimento che ci spinge -proprio come Montaigne- a vivere "una buona vita: corretta e onorevole sì, ma anche pienamente umana, appagante e prospera".

sabato 6 agosto 2011

"Romy Schneider. Il racconto appassionato di un mito" di Hildegard Knef

"Romy Schneider ha lasciato silenziosamente una vita vissuta a voce alta".
A distanza di venticinque anni e a quasi dieci dalla scomparsa dell'autrice, l'attrice e cantante tedesca Hildegard Knef, Gremese Editore riedita la biografia sull'attrice austriaca Romy Schneider.
Un ritratto autentico, duro e al tempo stesso dolcemente triste di un'attrice straordinaria, nel privato incapace di gestire la sua vita senza affidarsi a qualcuno, senza aggrapparsi all'affetto di un uomo cui dare tutta se stessa: fiducia, amore, a costo di esserne sopraffatta, disillusa, finanche sfruttata. Ma cosa aspettarsi da una bimba cresciuta in un collegio di suore, poco amata dalla sua famiglia -una coppia di attori divorziati-, cui nonostante il primo strabordante successo venivano tarpate le ali, decisa a credere nel proprio talento, a farne fonte di soddisfazione, arma di potere, strumento di libertà. Perchè su un palcoscenico o in un tetaro di posa, a dispetto di ore di prove, shooting fotografici e qualsiasi altro sacrificio Romy può diventare un'altra, trasformarsi nella donna che vorrebbe essere, in quella che gli altri desiderano, in chiunque sia credibile pure nel tormento. Fuori l'autodistruzione: alcol, pillole, qualsiasi forma di trasgressione per credere di godere la vita, forse sfuggirle nell'attimo in cui rivendica qualcosa: la fine di un amore che si credeva eterno, la perdita di un figlio, l'ennesimo tradimento, l'ostracismo della stampa tedesca manovrata dalla madre, aspettative di critica e pubblico sempre più alte.. fuori la pellicola immortala per sempre la sensibilità, la genialità, l'abilità di un'artista. Luci e ombre di un mito, la bellezza gentile di chi non smetterrà di ricambiare il nostro sguardo tra le pieghe di una storia, in una parola.. Romy.

venerdì 5 agosto 2011

"Le valchirie" di Paulo Coelho

"Walchirie.. messaggere degli dei che dopo la morte dei guerrieri, conducevano quelli più meritevoli - gli eroi- nel Valhalla, in attesa della battaglia del Ragnarok, la fine del mondo".
E proprio delle moderne valchirie, vestite di pelle, fazzolletto colorato sul viso, in sella a splendidi destreri, sono le guide che un uomo -Paulo- cerca nel deserto americano, messaggere proprio come gli angeli, l'angelo custode che l'uomo spera di incontrare.
Per farlo però deve affrontare un lungo cammino, mettere in discussione tutto di sé, persino il rapporto con la compagna Chris, che lo accompagna, e affidarsi agli insegnamenti del suo maestro. Scoprirà che "a dispetto delle ingiustizie, dei castighi immeritati e malvagi che dobbiamo sopportare, della convinzione di non saper cambiare le cose sbagliate in noi e nel mondo, un'incommensurabile certezza si sporna: l'Amore sarà sempre più forte e ci aiuterà a crescere. E ci insegnerà a capire le stelle, gli angeli e i miracoli".
Uno dei primi libri di Coelho in cui lo stesso autore si mette nuovamente 'in cammino', per mettere a tacere l'animo scosso dal successo, proteso verso il bisogno di 'significato'.

martedì 2 agosto 2011

"Volevo essere una gatta morta" di Chaira Moscardelli

"Quindi che dovrei fare secondo voi?"
"Cercare di essere meno Chiara e più gatta morta. Farti desiderare. Scappare e non inseguire" provò a suggerirmi Luca di nuovo.
"Già, ma se scappo e nessuno mi insegue?"
"E tu continua a correre"
Ma Chiara proprio non riesce ad imparare dalle 'gatte morte', categorie di donne a sé, quelle che sono sempre a dieta, che non hanno mai un capello fuori posto, che ascoltano e non contraddicono mai i propri compagni, che non guardano thriller, etc., Chiara è nata podalica, quindi dal suo venire al mondo si è creata e ha creato problemi, non ha mai saputo sentirsi "a posto" da nessuna parte, imbranata, calamita di disavventure eppure determinata a lasciarsi travolgere dall'amore, a concedersi esperienze al limite della pazzia e ancora, studiare, viaggiare, buttarsi nel lavoro e farsi forza fidando nella combriccola sconbinata e chiassosa dei suoi tanti amici. A dispetto di avventure e disavventure anche di salute Chiara viene a capo del suo modo di stare al mondo concludendo che in fondo è opportuno piacere a se stessi prima che agli altri, del resto "il mondo è pieno di gatte morte, inutile negarlo. Ma io sono Chiara. E la mia bellezza sta proprio nella mia unicità".
Dirompente, ironico, graffiante il libro della Moscardelli rischia di intrigare per il suo alto potenziale di immedesimazione. Ognuno, uomo o donna (e diciamolo, gli uomini tratteggiati dall'autrice non ne escono bene: indecisi, mascalzoni, gaglioffi) ci vedrà qualcosa di sé.